Basta sfruttamento nelle campagne, USB nel 2021 rilancia le lotte dei braccianti per i diritti e la sicurezza

Gioia tauro -

Gli incontri e le riunioni dei braccianti in Calabria continuano, dopo la tragica morte di Gora Gasama per omicidio stradale, ucciso dalla noncuranza delle nostre istituzioni colpevoli di lasciare strade pericolose senza alcuna illuminazione; morte cui è seguita la spontanea e dura protesta del 21 dicembre che ha visto centinaia di lavoratori della terra, abitanti dei ghetti della Piana di Gioia Tauro, scendere in strada per rivendicare diritti e dignità. Ci si organizza per uscire dalla condizione vergognosa in cui sono costretti a vivere per permettere di arricchirsi alle aziende agricole, che sfruttano quotidianamente il lavoro che proviene dalle loro braccia.

Siamo stati alla tendopoli e possiamo testimoniare quali sono le condizioni in cui il Ministero dell’Interno, nonostante le centinaia di milioni stanziati per favorire l’emersione dal lavoro nero, tiene al freddo e in condizioni disumane circa 700 persone, che tutti giorni vanno a lavorare per la raccolta delle arance: sono lavoratori, non immigrati che rubano il lavoro agli italiani!

Come USB abbiamo subito chiesto un incontro al Ministro Catalfo, ben consapevoli che se la morte di Gasama si sarebbe potuta evitare con il ripristino dell'illuminazione dell'area del retroporto, questa attività, necessaria per la sicurezza di chiunque percorra quelle strade e per lo stesso Porto di Gioia Tauro, da sola avrebbe migliorato di poco o nulla le condizioni di vita di questi lavoratori.

Regolarizzazione, rispetto dei contratti, riconoscimento delle giornate di lavoro, possibilità di affittarsi una casa: queste sono le principali problematiche a cui il Governo deve dare risposte.

Queste sono le richieste che vengono da tutti gli insediamenti dove i lavoratori migranti vivono per garantire le ricchezze e la qualità dell’agricoltura “Made in Italy”.

A San Ferdinando, come a Torretta Antonacci, a Borgo Mezzanone, a Latina, a Pescara e Vasto, a Saluzzo, a Ragusa e a Viterbo, e in decine altre campagne di Italia lo sfruttamento e l’irregolarità lavorativa sono il comune denominatore della politica agricola italiana.

Tutti sanno quello che succede: i ministeri dell’Agricoltura, del Lavoro, dell’Interno, del mezzogiorno, così come lo sanno le Regioni e lo sa il tavolo sul caporalato. Tutte queste istituzioni sono a conoscenza della realtà e si voltano dall’altra parte, pronte ad incassare i contributi europei della politica agricola comunitaria.

L’Unione Sindacale di Base Lavoro Agrocolo non si gira dall’ altra parte, ma si mette al fianco ed in supporto delle lotte dei braccianti.

Il 2021 è iniziato, e noi continueremo nel nostro lavoro di unificare le lotte dei lavoratori delle campagne. Il governo ed il parlamento sentiranno presto le grida di rabbia dei lavoratori sotto le finestre dei loro palazzi!

 

#BastaSfruttamento#DirittiPerTutti

USB Lavoro Agricolo

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