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            <title>Rss Feed agricoltura.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di agricoltura.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 14:15:36 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Tue, 14 Apr 2026 14:15:36 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Wed, 31 Jul 2024 11:09:51 +0200</pubDate>
                        <title>Richiedente asilo deportato da Foggia in Guinea in poche ore, in violazione del diritto internazionale: basta soprusi contro i braccianti!</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/richiedente-asilo-deportato-da-foggia-in-guinea-in-poche-ore-in-violazione-del-diritto-internazionale-basta-soprusi-contro-i-braccianti-1118-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri 30 luglio 2024 si è consumata una gravissima violazione del diritto di asilo e più in generale dei diritti fondamentali delle persone migranti in Italia.</p>
<p>Un cittadino guineano, Camara Sekou, schierato da tempo al fianco delle lotte dei braccianti dell’USB nelle campagne del foggiano, si è recato nella giornata di ieri in Questura a Foggia per formalizzare la propria richiesta di protezione internazionale.</p>
<p>L’appuntamento, inizialmente fissato al 3 luglio, era stato ricalendarizzato a ieri senza una apparente motivazione: in verità la Questura ha ordito una vera e propria imboscata, pianificata per procedere ad un’espulsione lampo, volta ad impedirgli illegittimamente di formalizzare una richiesta di protezione internazionale.</p>
<p>Nonostante Camara fosse in Italia da più di otto anni, temesse per la sua vita in caso di rientro in Guinea (in quanto militante in un partito dell’opposizione attualmente bandito dalla giunta militare al potere in Guinea), nonostante fosse assunto da un’azienda agricola di San Severo come bracciante agricolo, nonostante fosse titolare di un regolare contratto di affitto nel comune di Foggia, il suo diritto di asilo e alla vita privata e familiare, garantito dall’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti Umani, sono stati brutalmente violati da un provvedimento di espulsione della Prefettura di Foggia e dal conseguente provvedimento di allontanamento della Questura di Foggia, all’interno del quale non è stato fatto alcun riferimento né alla richiesta di protezione internazionale presentata né ai nuovi motivi addotti.</p>
<p>Ammanettato e caricato su una macchina diretta all’aeroporto di Fiumicino, nel giro di poche ore Camara viene strappato dalla sua dimora, dal suo luogo di lavoro, dai suoi affetti, per trovarsi imbarcato in serata su un volo diretto in Guinea, scortato da agenti armati, senza null’altro che i vestiti che aveva addosso, trattato peggio di un criminale.</p>
<p>Tuttavia Camara non ha alcuna colpa e non ha commesso alcun reato, se non quello di essere considerato uno “straniero” agli occhi di questo governo razzista e xenofobo e dei suoi scagnozzi che realizzano in tutta efficienza una violazione del diritto internazionale, con l’impiego di numerosi mezzi e personale di cui invece quotidianamente lamentano la mancanza, compresi tre agenti della Questura di Foggia che attualmente si trovano in Guinea - a spese dei contribuenti - per portare a compimento questa meschina operazione di polizia, neanche fosse Toto Riina.</p>
<p>Riteniamo responsabili di questa vera e propria deportazione la Dirigente dell’Ufficio Immigrazione, il Prefetto e il Questore di Foggia che nonostante innumerevoli tavoli, riunioni e incontri, infarciti di buoni intenti e grandi promesse, continuano ad accanirsi nei confronti delle migliaia di lavoratori migranti che abitano nella provincia di Foggia e contribuiscono ogni giorno alla tenuta del settore agricolo di questo territorio.</p>
<p>Siamo scossi e turbati per questo vile atto nei confronti di un nostro compagno che impugneremo per le vie legali, così come trascineremo il governo italiano davanti alla corte di giustizia europea per rispondere di questo sopruso.</p>
<p>Ma a prescindere dagli strascichi giudiziari, non possiamo restare in silenzio contro le ingiustizie e i soprusi sulla pelle dei dannati della terra che devono fare i conti ogni giorno non solo con lo sfruttamento nei campi ma anche con questa violenza istituzionale che infierisce sulle loro già precarie condizioni di vita, sebbene sulle loro braccia e sul loro sudore si reggono l’economia e il futuro delle nostre campagne.<br /> <br /> Foggia, 31 luglio 2024.<br /> <br /> <strong>USB Lavoro Agricolo</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 22 Jul 2024 11:43:07 +0200</pubDate>
                        <title>Braccianti migranti ad Acate: organizzarsi è necessario! Abolire la Bossi - Fini, regolarizzare tutti, subito</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/braccianti-immigrati-ad-acate-organizzarsi-e-necessario-abolire-la-bossi-fini-regolarizzare-tutti-subito-1144.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri Domenica 21 ad Acate in provincia di Ragusa, nella sala del consiglio comunale, si è svolta una partecipata assemblea indetta dalla FDS di Ragusa per tenere alta l’attenzione sulla sparizione di Dauda Diane, per discutere insieme ai lavoratori braccianti immigrati della loro condizione e delle forme di organizzazione necessarie per migliorare le proprie condizioni di vita.</p>
<p>Inutile dire che, per l’ennesima volta, si è registrata da parte di tutti i lavoratori presenti la richiesta di ottenere in tempi brevi, ossia nei 60gg previsti dalla legge italiana, l’appuntamento per il rilascio del Permesso di Soggiorno, ma soprattutto la richiesta della abolizione della legge Bossi-Fini.</p>
<p>Inoltre, è stata messa al centro l’importanza di poter comprendere il contratto e la regolarità della busta paga, così come del rispetto delle condizioni di lavoro, sempre più dure in questi giorni di caldo eccezionale, della possibilità di poter affittare regolarmente una casa, di accedere ai servizi anagrafici, sanitari e all’accesso al credito, ossia l’apertura di un conto bancario. Si è discusso anche delle iscrizioni scolastiche al Cpia di Acate, un piccolo risultato ottenuto dalla Federazione del Sociale USB, e della possibilità di effettuare le iscrizioni per il nuovo anno scolastico tramite il nostro sindacato.</p>
<p>Presente anche il vicesindaco del Comune di Acate, che oltre a dare disponibilità per permettere sportelli informativi per la nostra organizzazione sindacale, ha evidenziato come la presenza dei lavoratori migranti sia un fattore determinante per l’economia locale, ad oggi alle 8000 persone residenti nel comune, vanno aggiunte almeno 4000 presenze di lavoratori stranieri.</p>
<p>Per dare vita ad una maggiore pressione sulla questura di Ragusa competente per il rilascio del PdS, si è concordata l’organizzazione di una manifestazione per i primi di settembre, giornata nella quale si tornerà a richiedere alle autorità competenti lo stato di fatto delle indagini sulla sparizione di Dauda.</p>
<p>Intanto i lavoratori braccianti immigrati della zona, hanno dato vita ad una raccolta fondi da inviare alla moglie di Dauda.</p>
<p>La riunione si è conclusa con l’impegno da parte di tutti di partecipare, rinunciando alla giornata di lavoro, alla iniziativa prevista per inizio settembre.</p>
<p><strong>USB Lavoro Agricola</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 18 Jul 2024 10:47:23 +0200</pubDate>
                        <title>Tavolo del caporalato provincia di Latina, Enti ispettivi: 100% di irregolarità nelle aziende agricole. USB: regolarizzare subito tutti i lavoratori immigrati, alzare la paga base ed istituire l’omicidio sul lavoro</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Su convocazione del nuovo Prefetto di Latina&nbsp;Vittoria Ciaramella, si è svolto ieri pomeriggio in prefettura il tavolo del caporalato provinciale.</p>
<p>Ha fatto subito scalpore la relazione degli enti ispettivi che hanno confermato l’alto tasso di irregolarità riscontrato nelle aziende agricole controllate negli ultimi mesi e l’esiguo numero del personale dedicato dagli stessi enti. 23 per l’INL, 21 per la Asl a fronte di 13 500 aziende complessive e di 6500 aziende che hanno comunicato all’inps l’assunzione di personale.</p>
<p>Ciò vuol dire che se gli ispettori facessero 25 controlli al giorno, cosa impossibile, la possibilità di subire un controllo da parte delle aziende si ridurrebbe ad un controllo ogni due anni.</p>
<p>Scontato l’intervento delle associazioni datoriali: i nostri associati rispettano tutte le regole, basta criminalizzare una provincia che è fatta di gente per bene(!),il lavoro costa troppo, non si trovano lavoratori.</p>
<p>Dette anche cose giuste: limitare il potere dell’agroindustria e della GDO che impongono prezzi troppo bassi ai prodotti agricoli, velocizzare il percorso dei lavoratori stranieri in attesa di PdS.</p>
<p>Per USB, presente al tavolo con Stefano de Angelis, responsabile del lavoro agricolo, e Ibrango Dramane, delegato bracciante di Latina, è chiaro che bisogna aumentare i controlli, i datori di lavoro si sentono impuniti, anche dopo l’omicidio di &nbsp;Satnam Singh, continuano tranquillamente i comportamenti illeciti delle aziende, anche l’ordinanza regionale sull’interruzione del lavoro dalle 12 alle 16 è stata recepita con scarsa attenzione.</p>
<p>Ma per USB bisogna intervenire sui finanziamenti pubblici, la PAC in primo luogo, escludere le aziende dai finanziamenti se sono responsabili di irregolarità, imporre un prezzo ai prodotti agricoli per evitare che le aziende facciano profitto sulla forza-lavoro, RISTABILIRE IL COLLOCAMENTO PUBBLICO, estirpare la piaga della contrattazione su strada della forza lavoro.</p>
<p>Bisogna abolire la BOSSI-FINI e tutta la legislazione conseguente: il problema dell’immigrazione, ha sostenuto Stefano de Angelis, responsabile del lavoro Agricolo, è da decenni un problema strutturale non emergenziale, in Italia a crescita sottozero, la presenza di cittadini e lavoratori immigrati è vitale sia per l’economia che per la tenuta sociale del paese, serve quindi regolarizzare subito tutti i lavoratori presenti sul territorio ed impiegati al nero nella campagne di tutta Italia.</p>
<p>L’apertura del tavolo del caporalato è del 2018 con il Governo Conte, da allora nessun cambiamento evidente, anzi.</p>
<p>Essere regolari vuol dire essere visibili e vuol dire rivendicare diritti, salario, dignità.</p>
<p>Usb ha posto sul tavolo, rivolgendosi al Prefetto e al Vice Questore di Latina, il problema dei ritardi nella concessione degli appuntamenti per il rilascio dei permessi, ritardo che significa per i richiedenti l’impossibilità di accedere ad un conto bancario, l’impossibilità di accedere ai servizi sanitari, l’impossibilità ad avere una residenza e ad affittare una casa. Tutte problematiche che alimentano la facilità del ricatto e dello sfruttamento da parte di datori di lavoro, di proprietari di casa rendendo sempre difficile la vita dell’immigrato.</p>
<p>Si è parlato anche del rinnovo contrattuale dei lavoratori agricoli, di prossima scadenza, USB ha ricordato che nel contratto nazionale il salario di ingresso è ancora fermo a 8,61 lorde, molto al di sotto di ogni proposta sul salario minimo, ha ricordato inoltre che il trasporto sui posti lavoro dei lavoratori stagionali è a carico delle aziende e non del servizio pubblico regionale.</p>
<p>È intervenuto infine un rappresentante del governo regionale riproponendo l’ apertura di un Osservatorio regionale sullo sfruttamento lavorativo in agricoltura, un Osservatorio, come una Commissione o una Conferenza di servizio non si nega a nessuno.</p>
<p>USB ha concluso il suo intervento informando che i suoi delegati sul territorio svolgeranno una funzione di monitoraggio, ricordando l’importanza di migliorare le procedure per l’emersione dalla irregolarità per i lavoratori sottoposti a sfruttamento che intendono denunciare i propri sfruttatori.</p>
<p><strong>USB LAVORO AGRICOLO</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 11 Jul 2024 15:17:42 +0200</pubDate>
                        <title>Incendio a Torretta Antonacci, strage sfiorata per poco! Ora basta: vogliamo case e documenti per tutti</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/incendio-a-torretta-antonacci-strage-sfiorata-per-poco-ora-basta-vogliamo-case-e-documenti-per-tutti-1521.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>All'alba di stamane, ennesimo incendio nell'insediamento informale di Torretta Antonacci: baracche in fumo, decine di senza setto, ma fortunatamente nessun ferito. <strong>Ora basta: case e documenti per tutti</strong></p>
<p>Alle prime luci dell'alba di oggi 11 luglio 2024 nell'insediamento di Torretta Antonacci è divampato un incendio tra le baracche del cosiddetto quartiere &quot;Bamako&quot; (per l'alta incidenza di maliani dimoranti): gli abitanti hanno organizzato una catena umana dall'unica fontana presente nell'insediamento fino all'incendio, riuscendo dopo oltre due ore a domare le fiamme.</p>
<p>Il bilancio è piuttosto grave: una decina di baracche hanno preso fuoco, coinvolgendo all'incirca cinquanta braccianti che adesso non hanno più un tetto seppur precario e fatiscente e soprattutto hanno visto andare in fumo tutto quello che loro avevano, compresi i documenti, i permessi di soggiorno, i passaporti, rendendo ancora più complicata la loro posizione giuridico-amministrativa.</p>
<p>Fortunatamente non ci sono stati morti, come purtroppo avvenuto in più occasione in incidenti analoghi, ma solo alcuni intossicati.</p>
<p>La responsabilità di quest'ennesima tragedia è in primo luogo delle istituzioni, che continuano incuranti a ignorare le voci di dissenso e di disperazione di chi è costretto a vivere nelle baracche infuocate d'estate e gelide d'inverno.</p>
<p>È una mancata strage, ma deve essere un campanello di allarme perchè non si deve attendere il sangue nelle campagne per indignarsi e intervenire, ma vanno presi subito i provvedimenti adeguati: è da luglio 2023 che abbiamo presentato alle istituzioni locali un piano di intervento per il superamento del degrado che caratterizza l'insediamento informale di Torretta Antonacci attraverso il finanziamento PNRR assegnato a questo scopo al comune di San Severo di 29 milioni di euro: a tal proposito invitiamo il prefetto e il commissario straordinario governativo sui fondi PNRR per il superamento dei ghetti a convocarci ad horas nel caso in cui intenda realmente affrontare la questione, invece di ascoltare sigle confederali che per anni non hanno messo mai piede nel campo di Torretta Antonacci e rappresentano per i lavoratori di Torretta purtroppo un problema e non una soluzione.</p>
<p>Chiediamo urgentemente alla Regione Puglia un numero congruo di moduli aggiuntivi per i braccianti rimasti senza un tetto, da installare presso la limitrofa foresteria regionale per i lavoratori agricoli stagionali: non può essere la soluzione definitiva, ma intanto nell'estate torrida non si può lasciare per strada chi si spezza la schiena dall'alba al tramonto nelle campagne del foggiano per portare il cibo sulle nostre tavole.</p>
<p>Oggi pomeriggio alle ore 17.00 è indetta una assemblea straordinaria a Torretta Antonacci con tutti gli abitanti della foresteria e dell'insediamento informale per decidere insieme le mobilitazioni da mettere in campo per ridare diritti e dignità agli invisibili delle campagne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB LAVORO AGRICOLO</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 29 Apr 2024 15:57:04 +0200</pubDate>
                        <title>Terre Occupate Giuseppe Di Vittorio di Torretta Antonacci (FG). Primo maggio 2024: terra, lavoro e dignità </title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/terre-occupate-giuseppe-di-vittorio-di-torretta-antonacci-fg-primo-maggio-2024-terra-lavoro-e-dignita-1558.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la semina invernale del grano e la raccolta dei frutti della terra, i braccianti di Foggia organizzano per la festa dei lavoratori del primo maggio una giornata di mobilitazione presso le terre occupate di Torretta Antonacci, in vista dell’aratura e la semina stagionale del pomodoro.</p>
<p>Saranno presenti i collettivi studenteschi di Bari e altre realtà dell’autorganizzazione sociale, per difendere e rafforzare la lotta e l’occupazione delle terre demaniali incolte, in vista della manifestazione nazionale del primo giugno a Roma.</p>
<p>PRIMO MAGGIO 2024 – FESTA DEI LAVORATORI NELLE TERRE OCCUPATE DI TORRETTA ANTONACCI</p>
<p>ORE 10: lavoro volontario nei campi - ORE 14: pranzo sociale - ORE 16: festa dell’aratura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Unione</em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em>Sindacale di Base</em></strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 06 Mar 2024 13:51:15 +0100</pubDate>
                        <title>Foggia: 8 marzo sciopero, i braccianti di Torretta Antonacci scendono in piazza</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/foggia-8-marzo-sciopero-i-braccianti-di-torretta-antonacci-scendono-in-piazza-1353.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>I braccianti di Torretta Antonacci, anch’essi protagonisti sfruttati dell’agricoltura italiana, scendono in piazza per reclamare condizioni di vita e di lavoro migliori.</p>
<p>Da anni la raccolta del pomodoro e di tutti i prodotti della terra avviene con il sudore e la fatica dei braccianti migranti degli insediamenti informali, il tutto con un livello di sfruttamento inaccettabili per un paese europeo.</p>
<p>Alle condizioni del lavoro vanno aggiunte le vergognose condizioni in cui migliaia di lavoratori stranieri sono costretti a vivere negli insediamenti informali, creati e tollerati dallo stato italiano.</p>
<p>I braccianti vivono in baracche in mezzo alla immondizia, senza servizi igienici, senza luce senza acqua corrente.</p>
<p>Le aziende di ogni ordine e grado che si rivolgono a questi lavoratori hanno l’obbligo contrattuale di garantire alloggio e trasporto per i lavoratori stagionali</p>
<p>Tutto ciò non è mai avvenuto, nella completa negligenza delle istituzioni, dei sindacati firmatari del contratto agricolo, delle associazioni datoriali, tutte piegate ai voleri della Grande Distribuzione Organizzata che impone il prezzo al ribasso per la produzione agricola.</p>
<p>L’8 Marzo scendiamo in piazza anche noi, nel momento in cui l’attenzione internazionale ha acceso i riflettori sul mondo dell’agricoltura, rivendichiamo il protagonismo dei braccianti, soggetti rimasti invisibili agli occhi della politica e dei mass media.</p><ul> 	<li>Giusto salario per tutti</li> 	<li>Permesso di soggiorno per tutti i lavoratori stranieri impiegati in agricoltura, contro il Decreto Cutro</li> 	<li>Condizioni di vita accettabili a Torretta Antonacci</li> 	<li>Rimozione di tutti i rifiuti e avvio della raccolta differenziata</li> 	<li>Acqua corrente, servizi igienici, luce e trasporti a chi lavora per arricchire la GDO</li> </ul><p>Nell’intento di sollevare queste istanze specifiche, ma più in generale rimettere al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica il tema dei diritti dei braccianti, in queste settimane di mobilitazione promosse dal mondo dell’agricoltura:</p>
<p><strong>&nbsp;8 MARZO ORE 10:00 MARCIA PER IL LAVORO E I DIRITTI</strong></p>
<p>Unione Sindacale di Base – Lavoro Agricolo</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 20 Feb 2024 14:22:37 +0100</pubDate>
                        <title>Torretta Antonacci. Signori della Cgil, non vi chiediamo di schierarvi al fianco dei lavoratori, ma almeno lasciate stare i braccianti che si organizzano</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/torretta-antonacci-signori-della-cgil-non-vi-chiediamo-di-schierarvi-al-fianco-dei-lavoratori-ma-almeno-lasciate-stare-i-braccianti-che-si-organizzano-1427-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Da molto tempo ormai subiamo, in imbarazzato silenzio, una campagna denigratoria nei nostri confronti da parte dei funzionari della CGIL di Foggia, tesa a criminalizzare e liquidare i percorsi di autodeterminazione dei lavoratori agricoli residenti nell'insediamento di Torretta Antonacci come problema delinquenziale o di ordine pubblico da delegare a polizia e magistratura per soffocarne&nbsp;l'esistenza.</p>
<p>Quanta dose di ipocrisia, malafede o ignoranza ci sia in questo atteggiamento non lo sappiamo: quello che sappiamo è che un sindacato che si autoproclama difensore dei diritti dei lavoratori dovrebbe con maggior cura relazionarsi in contesti complicati e difficili come quello di Torretta Antonacci, piuttosto che fare propri i dispositivi narrativi della peggiore estrema destra.</p>
<p>La scelta della CGIL di sostenere nel 2017 lo sgombero dell'allora ghetto di Rignano, che costò la vita a due braccianti maliani, ha fatto inevitabilmente&nbsp;crescere la sfiducia nei loro&nbsp;confronti da parte della popolazione locale.&nbsp;</p>
<p>Tuttavia questo non si è mai tradotto in alcuna forma di prevaricazione e violenza, ma piuttosto in un accentuato e inevitabile senso di isolamento e di diffidenza che circonda le loro sporadiche apparizioni nell'insediamento, non ultimo il ciclo di incontri organizzati settimanalmente nel marzo del 2023 nel tentativo del tutto infruttuoso di coinvolgere la popolazione di Torretta in una specifica campagna di mobilitazione della loro organizzazione sindacale.</p>
<p>L'indifferenza è la migliore arma per mettere a tacere una presenza esterna ed estranea che pretende di spiegare cosa fare e come organizzarsi a chi già da anni ha intrapreso il percorso di autorganizzazione e di lotta: diventa tuttavia patetico il tentativo a distanza di anni di rispolverare&nbsp;le denunce fatte a suo tempo contro i referenti dell'USB, colpevoli di aver invitato alcuni funzionari della CGIL ad allontanarsi dall’allora sportello usb per i diritti sociali.</p>
<p>Da parte nostra non intendiamo certo replicare,&nbsp;presentandoci&nbsp;presso la sede CGIL sulla pista di Borgo e pretendendo di svolgere al suo interno l'attività sindacale. Tuttavia risollevare in sede di tavolo istituzionale, come avvenuto in data 8 febbraio 2024 presso la Prefettura di Foggia, la questione di una presunta impraticabilità sindacale nell'insediamento di Torretta Antonacci, altro non è che l'ennesimo disperato tentativo di infangare l'autorganizzazione sindacale dei lavoratori.&nbsp;</p>
<p>Siamo certi che la magistratura saprà trattare con l'attenzione che si merita la querela dei funzionari CGIL:&nbsp; quello che però colpisce è l'ostinazione nel perseguire una campagna di delegittimazione dei delegati USB, dipinti all’occorrenza come mostri, violenti, caporali, criminali o delinquenti, pur di non ammettere la loro deficienza nello svolgere una attività, quella sindacale, per la quale sono profumatamente stipendiati, a differenza dei nostri delegati che si spezzano la schiena nelle campagne e vivono nelle baracche.</p>
<p>I braccianti non hanno bisogno dell'assistenzialismo dei sindacati confederali, non hanno bisogno della loro attitudine all'accudimento assimilazionistico-disciplinare, ma con la forza dell'internità&nbsp;sociale intendono invece valorizzare i legami comunitari come strumento per l'affermazione e la rivendicazione dei diritti quotidianamente violati e negati: la scelta degli abitanti di Torretta di costituirsi in associazione è un passo verso la difesa di questo principio di autodeterminazione, contro gli avvoltoi e gli speculatori che pretendono di usurpare oltre alle braccia e al sudore, anche il diritto di parola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Unione Sindacale di Base - Lavoro Agricolo&nbsp; &nbsp;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 12 Feb 2024 10:19:52 +0100</pubDate>
                        <title>Nella crisi agricola attuale, diamo voce a Braccianti e Contadini: USB incontra La Via Campesina Martedì 13 ore 19.00, Via Giolitti 231, Roma</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/nella-crisi-agricola-attuale-diamo-voce-a-braccianti-e-contadini-usb-incontra-la-via-campesina-martedi-13-ore-1900-via-giolitti-231-roma-1023-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<div class="WordSection1"><p>Le grandi proteste in Italia ed in Europa – pur nella loro diversità – evidenziano una crisi strutturale dell’agricoltura che si trascina da decenni, come testimoniato dalla drastica riduzione delle piccole e medie aziende agricole e la conseguente riduzione del numero dei lavoratori nei campi.</p>
<p>l'Unione Sindacale di Base intende confrontarsi con rappresentanti della Via Campesina presenti in Italia, per rimettere al centro categorie di lavoratori che, pur essendo protagonisti assolutamente maggioritari della produzione agricola, sono totalmente ignorati: intendiamo dare voce ai contadini e ai braccianti, categorie che nel mondo producono e garantiscono cibo di qualità per la stragrande maggioranza delle popolazioni.</p>
<p>In questo confronto, i contadini e i braccianti cercheranno di evidenziare il loro livello di sfruttamento e di impoverimento risultato di politiche pubbliche che governi nazionali, parlamento europeo e Commissione della UE impongono al settore agricolo. Risorse pubbliche estremamente abbondanti, in particolare veicolate dalla PAC comunitaria, si concentrano su grandi aziende industrializzate a discapito delle aziende agricole di piccola e media dimensione.</p>
<p>Le stesse aziende che ricevono un’alta contribuzione di denari pubblici si ostinano a imporre condizioni di lavoro dei braccianti, spesso migranti, inaccettabili, con salari bassi, bassi livelli di sicurezza sul lavoro e condizioni di vita indegne.</p>
<p>I braccianti reclamano il rispetto del loro lavoro e salari più alti, i contadini reclamano una riforma radicale delle politiche pubbliche centrata sulla transizione agroecologica che va premiata, la fine del sostegno agli ettari, condizioni di vita dignitosa nelle campagne. L' incontro tra un sindacato, fortemente impegnato in difesa della parte più debole del mondo agricolo, e le rappresentanze del mondo contadino, impegnate in una produzione sostenibile e agroecologica, è un primo passo per un confronto nel mondo agricolo che uscendo dalle facili speculazioni di questi giorni rimetta al centro le parole d'ordine necessarie per un settore della produzione vitale per l'intera popolazione:</p><ul> 	<li>il cibo un diritto e non una merce,</li> 	<li>i produttori di cibo sono dei lavoratori da sostenere e non delle braccia da sfruttare come macchine per generare profitti</li> 	<li>il controllo in ogni azienda del rispetto della regolarità dei contratti di lavoro e applicazione rigida degli obblighi della condizionalità sociale, che deve essere una delle importanti colonne del meccanismo di finanziamento pubblico delle imprese agricole garantendo così l'uso socialmente adeguato dei contributi pubblici</li> 	<li>il riconoscimento di un giusto prezzo di ogni produzione agricola imposto per legge e non lasciato al ricatto della Grande Distribuzione Organizzata</li> 	<li>lo snellimento di tutte le complicazioni burocratiche che obbligano i contadini, anche i più piccoli, a rivolgersi a commercialisti e agronomi professionisti, come se fossero delle multinazionali.</li> 	<li>il rifiuto degli accordi internazionali, che non impongono alle importazioni le stringenti norme che in Italia cercano di salvaguardare una produzione sostenibile</li> </ul></div><ul> 	<li>la limitazione, se non l'eliminazione, dell'uso di pesticidi e dei vari prodotti chimici nelle produzioni agricole dannosi sia per i contadini e per i braccianti che per i consumatori.</li> 	<li>Il rifiuto di ogni tentativo di coltivare e sperimentare in pieno campo gli OGM, compresi quelli prodotti con le NGT per i danni che questi provocheranno in particolare all’economia agricola italiana da oltre 20 anni “GMO free” con sicure ricadute sull’occupazione sia in agricoltura che nell’industria agroalimentare.</li> 	<li>il recupero e l’affidamento in comodato d'uso delle migliaia di ettari di terre pubbliche incolte e abbandonate</li> 	<li>La tutela dei consumatori con l’obbligo di un’etichetta chiara che indichi provenienza e contenuti.</li> </ul>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 30 Jan 2024 14:41:54 +0100</pubDate>
                        <title>Agricoltori in rivolta in mezza Europa: modello agroindustriale prima causa dello sfruttamento delle risorse e della produzione agricola media e piccola </title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/agricoltori-in-rivolta-in-mezza-europa-modello-agroindustriale-prima-causa-dello-sfruttamento-delle-risorse-e-della-produzione-agricola-media-e-piccola-1447.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>La Politica Agricola Comunitaria è la causa principale della crisi dei sistemi agricoli nazionali: la sovvenzione stabilita dall’Unione Europea che favorisce i grandi latifondisti, l’agroindustria e&nbsp; le grandi multinazionali delle sementi e dei prodotti chimici, a discapito di una produzione di piccola scala rispettosa della biodiversità, della agricoltura contadina e del mantenimento di una produzione locale- La PAC è oggi sotto accusa anche da parte di tanti fra quei produttori, ingannati nel tempo dalle false promesse della Coldiretti e dei partiti che negli ultimi anni si sono alternati al governo e all’opposizione.</p>
<p>Sotto falsi provvedimenti, in favore del green deal, si è continuato con una politica tutta orientata al rafforzamento della agricoltura intensiva e degli allevamenti industriali; con un’impostazione votata agli accordi con la Grande Distribuzione Organizzata, altro sistema economico che sta danneggiando e impoverendo i piccoli produttori agricoli, i braccianti e tutta la filiera del “chilometro zero “.</p>
<p>L’Unione Sindacale di Base, che da anni si sta misurando con lo sfruttamento senza scrupoli nei confronti dei braccianti, italiani e migranti, individua in questo sistema agricolo basato sul profitto e sullo sfruttamento della terra e delle persone la causa principale del deterioramento della produzione agricola italiana. Verifichiamo che le proteste che si stanno realizzando in vari paesi europei, seppure animate e organizzate da settori economici diversi e a volte contrastanti, sono il sintomo di una grave crisi di produttori e contadini: questi oggi subiscono scelte economiche, fiscali e politiche che hanno peggiorato la condizione degli operatori del mondo agricolo.</p>
<p>Organizzazioni contadine ci riferiscono del crescente uso, da parte delle grandi aziende agricole, di contoterzisti che riproducono anche in campo agricolo l'aberrante sistema degli appalti e delle esternalizzazioni. In questo modo si sposta sui lavoratori il peso dello sfruttamento, della precarietà e della mancanza di sicurezza sul lavoro.</p>
<p>Questo sistema, costruito in Europa con l'appoggio di tutti i governi nazionali, permette alla PAC di arricchire i grandi proprietari di terre, senza alcuna valutazione della produzione, della qualità, del livello di sfruttamento dei braccianti.</p>
<p>USB ha risposto a questo sistema iniquo, organizzando i braccianti agricoli sostenendo le loro lotte per un lavoro giusto: ad esempio appoggiando a Torretta Antonacci in Puglia l'occupazione di terre pubbliche abbandonate e incolte, sostenendo la voglia di autorganizzazione dei braccianti stessi.</p>
<p>Non tutti sanno che in Italia ci sono 700.000 ettari di terre pubbliche incolte e abbandonate; va sicuramente costruita una politica diversa, che parte dalla sostenibilità del sistema agricolo, dalla produzione di alimenti sani, dal rispetto dei lavoratori e dei piccoli agricoltori, costretti ad auto-sfruttarsi per portare a casa uno stipendio.</p>
<p>Vanno assolutamente cambiate le prospettive: i Governi europei, infatti, sono ormai proiettati nel reinserimento degli OGM sotto nuova veste, per dare nuovi profitti alle grandi multinazionali e produrranno disastri nell'agricoltura europea.</p>
<p>L'USB si confronterà nei prossimi giorni con le organizzazioni contadine italiane ed europee per delineare una linea comune di denuncia e di lotta, per un diverso Sistema Agricolo</p>
<p>Contro il ritorno degli OGM, oggi NBT</p>
<p>Per l'adozione di un modello agroecolgico, per una giusta remunerazione dei braccianti</p>
<p>Per la produzione di un cibo sano</p>
<p>Per l'unità tra i contadini, i braccianti, i consumatori!</p>
<p><strong>USB Lavoro Agricolo</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 13 Dec 2023 12:36:07 +0100</pubDate>
                        <title>Sabato 16: la passata di pomodoro di Terra e Libertà a Napoli, Centro Sociale Carlo Giuliani, ore 12:30</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/sabato-16-la-passata-di-pomodoro-di-terra-e-liberta-a-napoli-centro-sociale-carlo-giuliani-ore-1230-1238-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 16 la passata di pomodoro prodotta dai braccianti che hanno occupato le terre abbandonate a Torretta Antonacci, nel foggiano, arriva a Napoli. Appuntamento al Centro Sociale Carlo Giuliani in Via Cesare Rossaroll, ore 12:30. Diamo voce alle lotte dei lavoratori migranti, insieme a Terra e Libertà, per i diritti e la dignità.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 21 Nov 2023 10:55:13 +0100</pubDate>
                        <title>La terra a chi lavora, USB: al fianco del percorso di autodeterminazione dei braccianti, appuntamento giovedì 23  all’Intifada</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/la-terra-a-chi-lavora-usb-al-fianco-del-percorso-di-autodeterminazione-dei-braccianti-appuntamento-giovedi-23-allintifada-1105.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 26 maggio abbiamo occupato queste terre incolte e abbandonate da anni.</p>
<p>Con le nostre mani già incallite dal duro lavoro, con le braccia già indolenzite dalla fatica di una giornata nei campi, abbiamo iniziato a ridargli vita, per curare le ferite di una terra rinsecchita dall'incuria e l'ignavia dei nostri governanti.<br /> Zappe, sudore e braccia: queste le nostre uniche armi, oltre alla speranza e all'utopia di un lavoro affrancato dallo sfruttamento e dal caporalato.</p>
<p>Ci siamo spaccati la schiena e la nostra fatica si è trasformata in una montagna di pomodori, una montagna di pomodori che per come è organizzata la filiera agricola italiana è andata a finire in gran parte nelle mani della GDO. 12 centesimi al chilo è ciò che paga l’industria del made in Italy.</p>
<p>Una vergogna e uno schiaffo per i tanti contadini e braccianti, ultimi anelli di una catena dello sfruttamento e della competizione selvaggia che governa di fatto le filiere agroalimentari.<br /> Da qui l’idea di non sottostare completamente alle regole del mercato, ed una parte la abbiamo riservata a chi insieme a noi vuol alzare forte la denuncia dello sfruttamento di tutto il sistema agricolo.</p>
<p>UNA PARTE L’ABBIAMO CONSERVATA E LA STIAMO DISTRIBUENDO IN TUTTA ITALIA.</p>
<p>Vogliamo riempire le giornate della consegna con iniziative di festa e solidarietà con le lotte dei braccianti. Iniziamo giovedì sera dalle ore 19 all’Intifada, centro sociale romano, sito in Via Casalbruciato, continueremo la festa anche in altre località nelle prossime settimane.</p>
<p><strong>I braccianti di Torretta Antonacci</strong></p>
<p>--------</p>
<p>L’Unione Sindacale di Base sarà al fianco di questo percorso di autodeterminazione dei braccianti, di denuncia dello sfruttamento delle persone e dei terreni.</p>
<p>In Italia ci sono 700.000 ettari di terre pubbliche incolte e abbandonate.</p>
<p>È ora di dare la TERRA A CHI LA LAVORA</p>
<p>Giovedì vieni con noi a darci sostegno.</p>
<p><strong>USB Migranti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 31 Oct 2023 14:03:48 +0100</pubDate>
                        <title>La terra a chi lavora: acquista anche tu la passata di pomodoro Terra e Libertà, anche in Liguria </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/genova-la-terra-a-chi-lavora-acquista-anche-tu-la-passata-di-pomodoro-terra-e-liberta-1406-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;LA TERRA A CHI LAVORA- acquista anche tu la passata di pomodoro Terra e Libertà</p>
<p>Anche in Liguria sarà possibile acquistare la salsa Terra e Libertà, un prodotto che nasce dalle terre occupate Di Vittorio e dalla volontà dei braccianti di USB che nel foggiano hanno scelto di riprendersi lavoro, diritti e dignità. La salsa avrà un costo di due euro a bottiglia e sarà possibile prenotarsi alla mail <u><a href="mailto:fds.genova@usb.it">fds.genova@usb.it</a></u></p>
<p>In seguito riportiamo un estratto del comunicato ufficiale scritto dai braccianti di Torretta Antonacci in merito al progetto delle terre occupate Di Vittorio.</p>
<p>“La terra era lì, a poche centinaia di metri dal fango e le lamiere delle nostre baracche e ogni mattina all'alba e ogni sera al tramonto ci passavamo davanti. Perchè non prendere la zappa e ridargli vita? In tutti questi anni abbiamo appreso una regola importante: <strong>i padroni spesso, ma la terra non ti tradisce mai</strong>.</p>
<p>Il 26 maggio abbiamo preso una motozappa e 12 vanghe e da allora è stato un continuo: dapprima la trinciatura, poi l'aratura, poi la piantumazione, i trapianti a mano, le peripezie per trovare l'altrettanto indispensabile sorella di madre terra - l'acqua - e gli inutili appelli al consorzio di bonifica e alla Regione per darci un riconoscimento.</p>
<p>Siamo in regime di occupazione e pertanto tutto è maledettamente più difficile, ma non ci siamo arresi e invece di regalare il nostro pomodoro ai grandi commercianti che speculano sulle spalle di contadini e braccianti, abbiamo scelto di scalare l'intera filiera e provare a fare noi un prodotto finale, una passata di pomodoro artigianale che sia non solo un condimento per la pasta ma anche un segnale di rivolta contro i padroni del cibo, che possa dimostrare la possibilità di combattere per i nostri diritti e organizzare una filiera alimentare rispettosa della terra e del lavoro.</p>
<p>Per questo abbiamo usato solo prodotti naturali e a basso impatto ambientale per dare la ninfa vitale a questa terra rinsecchita da anni di incuria e abbandono,&nbsp;attenendoci&nbsp;a una produzione di carattere primitiva prima ancora che artigianale, per convinzione ma anche per necessità, non avendo alcuna disponibilità economica alle spalle. Il lavoro svolto fino a questo momento è stato puramente volontario da parte dei braccianti coinvolti, ma crediamo sia folle pretendere da chi si spezza tutto il giorno la schiena nelle campagne, chiedere anche questo sacrificio e per questo motivo, proprio per garantire anche un salario dignitoso a chi lavora in queste terre, abbiamo fatto questa follia della passata di pomodoro &quot;terra e libertà&quot;.</p>
<p><br /> USB-FdS Liguria 31-10-2023</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 05 Oct 2023 12:28:32 +0200</pubDate>
                        <title>USB appoggia il progetto di riappropriazione e agricoltura sostenibile dell’associazione Terra e Libertà formata dai braccianti migranti di Torretta Antonacci</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/usb-appoggia-il-progetto-di-riappropriazione-e-agricoltura-sostenibile-dellassociazione-terra-e-liberta-formata-dai-braccianti-migranti-di-torretta-antonacci-1231-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo anni di lotte, incontri, assemblee percorsi di alfabetizzazione sindacale i braccianti migranti hanno rotto gli indugi: hanno costituito una propria associazione, chiamata Terra e Libertà, e con il supporto di USB hanno sfidato il mondo dello sfruttamento lavorativo e del degrado abitativo.</p>
<p>In questo modo i braccianti hanno deciso di intraprendere un percorso di dignità, riconquistando la propria autonomia e il proprio protagonismo: hanno dimostrato di non aver bisogno di controllori e di assistenti caritatevoli, hanno posto la propria identità e la propria esperienza sul piatto del confronto politico.</p>
<p>Hanno occupato le terre abbandonate e incolte per dare un segnale, un’indicazione alle istituzioni, su ciò che vuol dire rispetto dei lavoratori migranti e rispetto di tutto il mondo contadino da sempre dimenticato dalle politiche industriali interessate al solo profitto e non allo sviluppo di una agricoltura sostenibile.</p>
<p>Venerdì 6 ottobre dalla mattina alle ore 7 inizierà la raccolta dei pomodori coltivati dai volontari dell’associazione Terra e Libertà.</p>
<p>L’Unione Sindacale di Base sarà a loro fianco, collaborando per la distribuzione delle bottiglie di pomodoro. Per questo diamo indicazione a tutti coloro che intendono manifestare la propria solidarietà di collegarsi al sito per la raccolta di fondi e di ordini per acquistare la passata di pomodoro dell’associazione Terra e Libertà:</p>
<p><a href="https://www.produzionidalbasso.com/project/dalle-terre-occupate-la-salsa-terra-e-liberta-dei-braccianti-foggiani/" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.produzionidalbasso.com/project/dalle-terre-occupate-la-salsa-terra-e-liberta-dei-braccianti-foggiani/</a></p>
<p>&nbsp;I braccianti migranti di Torretta Antonacci non si tolgono il cappello quando passa il padrone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Agrticolo</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 11 Sep 2023 12:43:33 +0200</pubDate>
                        <title>A Torretta Antonacci la Festa della semina</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/a-torretta-antonacci-la-festa-della-semina-1245.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta sabato 9 settembre a Torretta Antonacci l’iniziativa di festa e confronto con i lavoratori braccianti che hanno occupato le terre incolte.</p>
<p>Delegazioni di lavoratori migranti sono venute da diverse località italiane per dare sostegno alla iniziativa dei braccianti di Torretta e per comprendere insieme a loro come oggi sia necessario dare un segnale di lotta e di rivendicazione della propria identità a tutti i lavoratori migranti che nel nostro paese producono ricchezza e3 ricevono sfruttamento.</p>
<p>Oltre alle delegazioni USB della logistica, dei lavoratori migranti dell’USB di Abruzzo, Piemonte, Lazio, Campania, hanno partecipato Giorgio Cremaschi di Potere al Popolo e Nino Quaranta dell’Associazione Rurale Italiana.</p>
<p>Nelle prossime settimane a raccolta finita, chiameremo il mondo solidale a sostenere questa iniziativa di lotta ed emancipazione.</p>
<p><strong>USB Lavoro Agricolo</strong></p>
<p>PER INFO E CONTATTI</p>
<p><a href="mailto:Terraeliberta.fg@gmail.com" rel="nofollow noopener noreferrer" target="_blank">Terraeliberta.fg@gmail.com</a></p>
<p><a href="mailto:lavoroagricolo@usb.it" rel="nofollow noopener noreferrer" target="_blank">lavoroagricolo@usb.it</a></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://agricoltura.usb.it/fileadmin/_processed_/4/6/preview_31385e56a3_Foggia_2023_1.jpg" length="98515483" type="video/mp4"/>
                        	
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                        <pubDate>Mon, 11 Sep 2023 12:36:38 +0200</pubDate>
                        <title>Da Torretta Antonacci un percorso di  dignità, lavoro e libertà</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/da-torretta-antonacci-un-percorso-di-dignita-lavoro-e-liberta-1239.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Quando nel 2019 abbiamo iniziato il percorso di alfabetizzazione sindacale dei braccianti migranti presenti negli insediamenti informali, eravamo convinti di trovarci di fronte ad un settore di classe che racchiudeva insieme e intorno a sé una moltitudini di contraddizioni ma anche una straordinaria vitalità e voglia di rivincita.</p>
<p>Il fenomeno migratorio dai paesi del Sud all’Europa va considerato senza alcun dubbio un fenomeno strutturale del processo economico che attraversa il modo di produzione capitalista; nel lungo periodo la presenza occidentale nei paesi in via di sviluppo ha mantenuto, cambiandone le modalità, il dominio politico, economico e militare, con la prioritaria necessità di sfruttarne ogni risorsa naturale per il mantenimento esagerato del benessere del primo mondo.</p>
<p>L’impoverimento economico delle popolazioni africane, i numerosi conflitti armati tesi a ridisegnare le influenze nelle diverse aree del continente africano, l’acuirsi della crisi climatica dovuta all’accelerazione dei processi di desertificazione di vaste aree ha reso ormai irrinunciabile il tentativo delle giovani generazioni di cercare una migliore qualità della vita per sé e per le proprie famiglie, cercando fortuna nei paesi occidentali.</p>
<p>Per diversi decenni i migranti si sono sentiti fortunati nel riuscire ad arrivare nelle terre ricche di Europa, limitandosi a sopportare soprusi e sfruttamento con l’oggettivo miglioramento della propria condizione economica.</p>
<p>Oggi la situazione si va sempre più modificando, la presenza di lavoratori stranieri impegnati nel mondo del lavoro raggiunge quasi i 3 milioni di persone, tenendo conto di oltre 600.000 irregolari, la maggioranza impegnati nei settori di lavoro più faticosi e meno retribuiti, braccianti, logistica, magazzinieri, operai edili, personale di servizio nei ristoranti e negli alberghi, badanti e colf.</p>
<p>Tutto questo grande esercito di lavoratori, ricattati con leggi stringenti per la loro permanenza in Italia, ha sempre dovuto accettare un livello di sfruttamento e ricatto superiore a ciò che subiscono i lavoratori italiani.</p>
<p>In molti settori, dove si è riusciti anche per la condizione logistica che lo permetteva, grandi magazzini con centinaia di lavoratori impiegati nello stesso sito, l’intervento sindacale ha registrato una importante ed efficace risposta da parte dei lavoratori migranti.</p>
<p>Il cambio di passo, a nostro avviso è avvenuto quando siamo passati dall’organizzare i lavoratori impartendo loro indicazioni e suggerimenti a quando abbiamo cominciato a condividere con loro la necessità dell’autorappresentazione delle loro contraddizioni.</p>
<p>Così da diversi anni nella logistica abbiamo visto emergere attivisti sindacali migranti, divenire riferimento nei loro posti di lavoro e nelle loro comunità, dimostrando maggiore combattività e risolutezza nel portare avanti le lotte sindacali.</p>
<p>Tutto ciò con il supporto determinante dei dirigenti sindacali dell’USB, che hanno permesso con un ragionamento condiviso la crescita organizzativa di importanti settori di lavoratori sindacalizzati. La acquisizione della consapevolezza del processo di organizzazione e di sindacalizzazione è il passo determinate per far uscire qualsiasi soggetto&nbsp; dalla passività e dalla subordinazione sociale e culturale nei confronti del padronato e di una classe politica dominante e oppressiva.</p>
<p>Se nei grandi magazzini della logistica questa aggregazione politico sindacale è stata facilitata dal fatto di lavorare fianco a fianco, per molte altre categorie &nbsp;di lavoratori impegnati nei diversi settori, ciò è sicuramente più complicato per la condizione di avere sempre un rapporto individuale con il somministratore di salario.</p>
<p><strong>Il lavoro nella terra.</strong></p>
<p>Il percorso di alfabetizzazione sindacale avviato nei diversi siti informali, dove centinaia di braccianti migranti sono stati ghettizzati da un contesto socio economico teso a raggiungere il massimo profitto dalle prestazioni lavorative, senza alcuna cura dei diritti contrattuali dei lavoratori stessi, (vitto, alloggio, trasporto previsti nel contratto agricolo) ha contribuito a rendere consapevoli i lavoratori dei numerosi diritti di cui erano privi, li ha aiutati a comprendere la propria identità in Italia, da soggetto beneficiario della concessione del padrone di turno, a soggetto consapevole di essere parte attiva della produzione di ricchezza.</p>
<p>Il cambio di punto di vista ha permesso la maturazione tra i braccianti migranti del concetto di organizzazione collettiva e dell’importanza di un azione sindacale.</p>
<p>C’è ancora molto da fare e da ottenere, anche se si è passati nell’area del Foggiano da una paga oraria di 3 euro l’ora ad una paga minima di 6 euro l’ora, da un insediamento informale fatto di baracche, ad una situazione abitativa che vede la presenza di moduli abitativi, di acqua potabile di strade asfaltate. Permangono le baracche ed una carenza igienico sanitaria spaventosa, ma il concetto di lotta e di autorganizzazione è ormai acquisito come metodo per il raggiungimento di una migliore condizione.</p>
<p>Con questo percorso i braccianti di Torretta Antonacci si sono costituiti in Associazione, e l’hanno chiamata Terra e Libertà. Si riuniscono e decidono del proprio futuro, con questa determinazione i braccianti di Torretta Antonacci, con il supporto dell’USB, hanno lottato per ottenere la gestione della foresteria da parte della Regione Puglia. Una sfida di carattere strategico, il ribaltamento totale di ogni logica meramente assistenziale, il superamento del concetto che solo le associazioni dei “bianchi” sono in grado di confrontarsi con le istituzioni, l’affermazione di un diritto finora negato dai professionisti dell’associazionismo e della solidarietà caritatevole, spesso attratti più dai finanziamenti che dalle condizioni di vita dei beneficiari indicati.</p>
<p><strong>L’occupazione delle Terre</strong></p>
<p>In un crescendo di iniziative, di assemblee, di manifestazioni, di proteste scritte e gridate, di proposte protocollate ai vari enti il “consiglio di gestione di Torretta Antonacci” ha maturato l’idea che un altro muro doveva e poteva essere abbattuto: la gestione e la lavorazione della terra. Dopo anni passati prestando&nbsp; le proprie braccia per arricchire padroni di ogni genere, i braccianti migranti si sono informati, si sono organizzati ed hanno capito che tante delle terre intorno a loro sono incolte e abbandonate, rese improduttive da logiche speculative indifferenti alla possibilità che lavoratori della terra possano assumere un ruolo diverso da quello di braccia da sfruttare.</p>
<p>Non siamo braccia siamo uomini, questo lo slogan spesso strillato dai braccianti migranti.</p>
<p>Oggi questi uomini hanno voluto lanciare una nuova sfida, non solo ai padroni che li sfruttano, non solo alle istituzioni che li osteggiano. Una sfida anche a tutti i loro fratelli, USCIRE DALLO SFRUTTAMENTO, DIVENIRE PROTAGONISTI, COLTIVARE LA TERRA PER LORO STESSI NON PER IL GUADAGNO DI QUALCUN ALTRO.</p>
<p>Hanno deciso di occupare due ettari di terra, hanno deciso di lavorarla e di seminarla, hanno deciso di raccogliere i pomodori, hanno deciso di sentirsi liberi.</p>
<p>Oggi l’Associazione Terra e Libertà vuole dare un segnale di speranza non solo ai braccianti migranti, ma anche a tutti coloro che intendono dare un segnale di cambiamento, di reazione alla passività dilagante nel mondo del lavoro.</p>
<p>Questo segnale deve essere raccolto non solo a Torretta Antonacci, deve essere un segnale che coinvolge lavoratori migranti e lavoratori italiani in tutte le diverse regioni italiane.</p>
<p>Tre milioni di ettari di terreni incolti e abbandonati in Italia, terreni pubblici lasciati abbandonati con interventi di recupero e di affidamento impresentabili, è ora che le terre incolte vadano nelle mani di chi &nbsp;le vuole lavorare, sotto il controllo pubblico ed una gestione cooperativistica.</p>
<p>Per dare forza a questa idea a questo progetto, invitiamo tutti coloro che possono dare una mano all’esperienza dei braccianti di Torretta Antonacci, a contattarci, a prenotare le bottiglie di passata di pomodoro che verranno prodotte nelle prossime settimane, a mettere a disposizione le loro conoscenze e le loro esperienze per far vivere questa idea in altri luoghi.</p>
<p>PER INFO E CONTATTI</p>
<p><strong><a href="mailto:Terraeliberta.fg@gmail.com" rel="nofollow noopener noreferrer" target="_blank">Terraeliberta.fg@gmail.com</a></strong></p>
<p><strong><a href="mailto:lavoroagricolo@usb.it" rel="nofollow noopener noreferrer" target="_blank">lavoroagricolo@usb.it</a></strong></p>
<p><u><strong>USB Lavoro Agricolo</strong></u></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 07 Sep 2023 15:00:19 +0200</pubDate>
                        <title>Acate, la Federazione del Sociale USB Ragusa e lavoratori agricoli incontrano il nuovo sindaco</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/acate-la-federazione-del-sociale-usb-ragusa-e-lavoratori-agricoli-incontrano-il-nuovo-sindaco-1505-1-2.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Una delegazione composta dal responsabile FdS di Ragusa e da lavoratori agricoli militanti USB ha incontrato oggi il nuovo sindaco di Acate dott Fidone e il vice sindaco Dott. Ciriacono.</p>
<p>L'incontro è servito a consegnare la piattaforma ro vendicativa dell'USB di Ragusa in merito al lavoro agricolo e ai migranti, ricordando la vicenda di Daouda. Le proposte contenute nella piattaforma sono state apprezzate dall'amministrazione con cui è iniziata una sincera interlocuzione. Il nostro sindacato continuerà ad essere presente nella &quot;fascia trasformata&quot; e a dare voce e organizzazione a tutte le lavoratrici e i lavoratori, migranti e italiani, sfruttate nelle nostre campagne.&nbsp;</p>
<p>Di seguito la piattaforma consegnata al Sindaco.</p>
<p>---</p>
<p>La scrivente O. S. alla luce degli ultimi fatti avvenuti con la scomparsa del lavoratore Daouda Diane, avvenuta dopo essersi recato al lavoro, e vista la situazione di grave sfruttamento lavorativo subito da migliaia di lavoratori e lavoratrici agricoli anche nel territorio di Acate, chiede di poter discutere queste proposte scaturite da numerose assemblee dei lavoratori che come O. S. abbiamo organizzato in questi mesi anche ad Acate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proposte ed azioni da attuare nel territorio:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; -&nbsp; Riconoscimento della cittadinanza onoraria a Daouda Diane. Crediamo che questo gesto,&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; seppur simbolico, possa dare il giusto riconoscimento alla vicenda legata a Daouda che ha&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; visto negli ultimi mesi, il protagonismo attivo di centinaia di lavoratori e lavoratrici nella&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; città di Acate, con manifestazioni, assemblee, iniziative pubbliche, organizzate dal nostro</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sindacato, con lo scopo di chiedere verità e giustizia per Daouda. Sarebbe un gesto e un</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; riconoscimento che avvicinerebbe il Comune di Acate a tutti quelli che in questi ultimi mesi</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; hanno manifestato e chiesto maggiore impegno da parte delle istituzioni per fare in modo&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; che questa vicenda non cadesse nel dimenticatoio.</p><ul> 	<li>apertura di uno sportello migranti poli funzionale ad Acate. Riteniamo che il polifunzionale sito a Ragusa sia difficilmente raggiungibile dai lavoratori migranti residenti ad Acate e che questi per poter raggiungere lo sportello sono costretti a pagare i cosiddetti caporali (caporalato dei servizi). Il Comune di Acate dovrebbe farsi portavoce di questa esigenza anche all'interno del tavolo contro il caporalato coordinato dalla Prefettura di Ragusa</li> 	<li>campagna informativa sulla residenza fittizia. Il Comune di Acate è tra i pochi Comuni della cosiddetta fascia trasformata ad aver istituito, su proposta della nostra organizzazione, la cosidetta residenza fittizzia, strumento utile per tutti i migranti che risiedono informalmente sul territorio comunale ma che per vari motivi non possono dimostrare di avere una residenza. Grazie all'iscrizione anagrafica presso il Comune di Acate questi cittadini possono usufruire di vari servizi ( a partire da quello sanitario) e rendere sempre più legale la loro permanenza nel nostro territorio.</li> 	<li>Attivazione di un progetto di Housing in cui il Comune di Acate può farsi garante, con una piccola somma destinata, nei confronti dei proprietari di immobili per l'affitto calmierato e regolare di immobili siti nel Comune.</li> 	<li>Pulmann per accompagnare i lavoratori e le lavoratrici a Vittoria e a Ragusa . Il pulmann dovrebbe partire da Acate e proseguire per Marina di Acate, Scoglitti, Vittoria, per arrivare a Ragusa. Basterebbe avere questa corsa 2 volte a settimana il martedi e il giovedi con partenza intorno alle 07.00 e ritorno intorno alle 17.00. Questa corsa permetterebbe a centinaia di lavoratori di potersi recare a Vittoria e a Ragusa per effettuare le numerose incombenze legate al permesso di soggiorno, sanitarie e di altra natura, senza doversi affidare al caporale di turno con un esborso economico non indifferente</li> 	<li>Apertura di uno sportello CPIA, con relativa aula scolastica, per il conseguimento della licenza media ad Acate. Ad oggi il più vicino sportello è a Vittoria e numerosi lavoratori non possono raggiungerlo. Il conseguimento della licenza media è uno dei requisiti per l'integrazione e la regolarizzazione dei migranti.</li> 	<li>Destinazione di uno dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose, con relativo terreno, per un progetto di impresa sociale e auto produzione. Numerosi sono i progetti nazionali e i fondi messi a disposizione per il ripristino di beni sequestrati alle organizzazioni mafiose e la messa a disposizione ad associazioni che possono utilizzare il bene per fini sociali.</li> 	<li>Ordinanza del Sindaco che vieti il lavoro agricolo nelle ore più calde della giornata, come ormai avviene in numerose regioni e comuni del sud Italia.</li> 	<li>Aquisto e distribuzione di dispositivi di sicurezza stradale (giubotti catarinfrangenti, luci per bici, ecc..)</li> </ul><p>La scrivente organizzazione continuerà a dare voce ed organizzazione ai lavoratori e alle lavoratrici migranti che vivono e lavorano ad Acate. Consapevoli delle difficoltà economiche in cui versa il Comune di Acate, riteniamo altresì che queste problematiche non possono più essere trascurate in quanto riguardano migliaia di persone che con il loro lavoro (sfruttati) sostengono buona parte dell'economia di questa città.</p>
<p>Certi di una proficua interlocuzione, rimaniamo in attesa.</p>
<p><strong>Per la Federazione del Sociale- USB Ragusa</strong></p>
<p><strong>Mililli Michele</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 04 Sep 2023 12:26:53 +0200</pubDate>
                        <title>Basta morti sul lavoro, USB Migranti: il lavoro dà vita e dignità,  lo sfruttamento dà morte e umiliazione</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/basta-morti-sul-lavoro-usb-migranti-il-lavoro-da-vita-e-dignita-lo-sfruttamento-da-morte-e-umiliazione-1232.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>I lavoratori migranti che tutti i giorni vivono sulla propria pelle che cos’è lo sfruttamento, la mancanza di sicurezza sul lavoro, la mancanza di strumentazioni adatte, gli orari impossibili sotto il sole d’estate e sotto il gelo d’inverno.</p>
<p>Noi che siamo venuti in Italia per avere una migliore condizione di vita, oggi esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai 5 lavoratori morti mentre lavoravano alla sistemazione dei binari, travolti da un treno a 160 km all’ora.</p>
<p>Anche noi ci mobiliteremo per far si che le morti sul lavoro siano considerati OMICIDI e non incidenti.</p>
<p>Chiederemo in ogni comunità migrante di mobilitarsi per appoggiare l’iniziativa di raccolta firme per l’indizione del reato di Omicidio sul lavoro, promosso da Rete Iside!</p>
<p><strong>per la solidarietà ai lavoratori uccisi dal profitto e per adesione alla raccolta delle firme, scrivere a </strong><u><a href="mailto:migranti@usb.it"><strong>migranti@usb.it</strong></a></u><strong>, o su WA 3387963539</strong></p>
<p><strong>Hanno aderito e raccoglieranno le firme: </strong>UNIPE..UNIONE DI PERUVIANI IN EUROPA ...PARLA DONNA,(CIRCULO DE ESTUDIO HABLA MUJER).. NUESTRA SOLIDARIETA, associazione somaliyeey toosa, OACRI: Organizzazione delle associazioni dei colombiani rifugiati in Italia.</p>
<p>PLAM ( PLATAFORMA PROGRESISTA LATINOAMERICANA), Collettivo di peruviani uniti &quot;Genera e diffonde consapevolezza&quot;,Sportello migranti 49,Roma, Ass.Terra e Libertà, Torretta Antonacci, Giù le Mani dall’Africa</p>
<p><strong>USB Lavoro Migrante</strong></p>
<p><strong>USB Lavoro agricolo</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 27 Jul 2023 14:52:37 +0200</pubDate>
                        <title>Convocazione Direzione Generale Immigrazione del Ministero del Lavoro, USB: poche novità e tante incertezze! </title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/convocazione-direzione-generale-immigrazione-del-ministero-del-lavoro-usb-poche-novita-e-tante-incertezze-1514-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo partecipato alla convocazione della DG Immigrazione del Ministero del Lavoro, poche novità e tante incertezze!</p>
<p>La novità è che è cambiata la dirigente responsabile, Dott.ssa Stefania Congia, la quale ha ripresentato il lavoro fatto dal governo sull’aumento dei flussi di lavoratori stranieri sia a tempo indeterminato sia stagionali, le incertezze quelle rimangono ancora tante.</p>
<p>Alle nostre domande non ha potuto dare risposte che permettessero di capire se questo governo vuole fare qualche passo avanti in materia di regolarizzazione dei lavoratori stranieri presenti in Italia:</p><ul> 	<li>la sanatoria del 2020 rimane ancora appesa con tutte le sue criticità e le difficoltà che stanno vivendo le migliaia di lavoratrici e lavoratori rimasti incastrati in questa grande truffa organizzata dallo stato.</li> 	<li>l’eliminazione della Protezione speciale sta determinando il moltiplicarsi di lavoratori che da regolari stanno per ridiventare clandestini.</li> 	<li>Il ritardo con cui Questure, prefetture, uffici immigrazione rispondo alle legittime richieste dei lavoratori in possesso di domande di permesso o di permessi in scadenza, sta di fatto ricreando un esercito di cittadini invisibili, con legalità limitata, sottoposti a qualsiasi tipo di ricatto da datori di lavoro, da affittuari di case.</li> 	<li>I lavoratori con contratto di lavoro in essere a causa di questi ritardi, perdono l’accesso ai conti bancari, o gli stessi non gli vengono concessi come avviene per Poste Italiane.</li> 	<li>I 200e passa milioni di euro tanto decantati per il superamento degli insediamenti informali sono al momento scomparsi dai piani di lavoro di questo governo.</li> </ul><p>A nostra diretta domanda sull’utilizzo dei fondi PNRR, il Direttore Generale dell'Immigrazione del Ministero del Lavoro, cioè la Direzione Generale nel quale erano incardinati i finanziamenti, risponde imbarazzata di non avere contezza di dove siano finiti questi soldi.</p>
<p>Un governo che oltre a Decretare l’odio verso i migranti e i poveri, non è in grado di gestire l’enorme popolazione straniera, oggi più del 10% della popolazione lavorativa, che produce una importante fetta del nostro PIL.</p>
<p>Invitiamo tutti i lavoratori stranieri a prendersi carico del proprio destino, superando timidezze e ricatti.</p>
<p>USB è al fianco dei lavoratori migranti, insieme liberiamoci dalle catene dello sfruttamento!</p>
<p><strong>Unione Sindacale di Base</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 18 Jul 2023 11:29:55 +0200</pubDate>
                        <title>“Casa, Lavoro, Terra e Libertà” la sfida dei braccianti migranti: l’inizio di un percorso alternativo allo sfruttamento, all’emarginazione e alla schiavizzazione</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/torretta-antonacci-la-sfida-dei-braccianti-migranti-linizio-di-un-percorso-alternativo-allo-sfruttamento-allemarginazione-e-alla-schiavizzazione-1145-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 14 luglio a San Severo un'affollata assemblea promossa dall’USB, ha presentato le proposte dell' Associazione Terra e Libertà su <strong>Casa, Lavoro, Terra e Libertà!</strong></p>
<p>Presenti rappresentanti della regione Puglia, e l’Assessore del Comune di San Severo.</p>
<p>La Regione Puglia annuncia ufficialmente l’assegnazione della gestione dell’insediamento informale all'Associazione Terra e Libertà, associazione creata e costituita dai residenti di Torretta.</p>
<p>Una lotta durata anni che sancisce l’inversione di tendenza ad anni di gestione infruttuosa e deleteria imposta senza alcuna condivisione e confronto.</p>
<p>Un' assegnazione che segna l’avvio di una fase diversa nella relazione tra lavoratori migranti e istituzioni di vario livello, una risposta ai programmi europei, nazionali, regionali che hanno sprecato centinaia di milioni di euro, lasciando centinaia di migliaia di persone nelle stesse condizioni di precarietà e invisibilità che perdurano da decine di anni.</p>
<p>Ma veniamo alle proposte :</p>
<p><strong>Casa</strong>: la proposta dei residenti di Torretta Antonacci, elaborata dopo un percorso condiviso e con l’aiuto di architetti e urbanisti, è, nell’immediato, la realizzazione di un villaggio che prevede residenze vivibili, con acqua, luce e servizi igienici, spazi sociali e migliore organizzazione della vita della comunità residente.</p>
<p>Attualmente, è stato detto con forza, qualsiasi soluzione abitativa imposta, che non risolve preliminarmente il problema della regolarizzazione di tutti gli abitanti di Torretta, non è accettabile. Per rivendicare il rispetto da parte dello stato dei tempi e delle risposte sulle richieste dei lavoratori migranti<strong>, il 21 mattina dalle 8:00 alle 10:00 in via Gramsci </strong>abbiamo indetto un presidio davanti alla <strong>prefettura di Foggia.</strong></p>
<p><strong>Lavoro</strong>: a Torretta sono in media stabilmente residenti quasi 2000 lavoratori, tutti impegnati nel lavoro agricolo, la sindacalizzazione della maggioranza dei lavoratori ha portato negli anni ad un miglioramento della paga oraria, ma ancora oggi è alto il livello di sfruttamento, di lavoro nero e grigio, di inosservanza della sicurezza del lavoro, del trasporto, dell’orario. Il processo di alfabetizzazione sindacale e la forte volontà di autorganizzazione dei lavoratori devono essere pratiche irrinunciabili.</p>
<p><strong>Terra</strong>: in Italia ci sono più di due milioni e mezzo di terre pubbliche incolte e abbandonate, la privatizzazione delle terre agricole, favorisce sfruttamento dei suoli e sfruttamento dei lavoratori, l’occupazione della terra praticata dai braccianti di Torretta è un' indicazione per avviare un confronto reale su una diversa organizzazione del lavoro agricolo, di uso delle terre e di partecipazione diretta dei lavoratori alla gestione della produzione.</p>
<p><strong>Libertà</strong>: il processo di autorganizzazione, la creazione dell’Associazione dei residenti di Torretta, Terra e Libertà, sono l’espressione attuale del livello di consapevolezza raggiunta dai lavoratori in un area dove la GDO impone prezzi e ritmi di lavoro ai produttori e alle aziende agricole determinando a caduta lo sfruttamento di ogni soggetto coinvolto nella produzione agricola.</p>
<p>Nella consapevolezza di essere soggetti determinanti nella produzione della ricchezza, i lavoratori di Torretta hanno avviato un percorso e lanciato delle proposte a tutti i lavoratori migranti impegnati nel lavoro agricolo, dimostrando che organizzandosi al di fuori delle logiche falsamente assistenziali, o delle montanti politiche razziste e criminogene, si può trovare un percorso di emancipazione e di libertà.</p>
<p><strong>Unione Sindacale di Base</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 10 Jul 2023 15:31:51 +0200</pubDate>
                        <title> “Casa, Lavoro, Terra e Libertà”: venerdì 14 luglio a San Severo la presentazione del progetto per i lavoratori migranti</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/casa-lavoro-terra-e-liberta-venerdi-14-luglio-a-san-severo-la-presentazione-del-progetto-per-i-lavoratori-migranti-1535-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>A Torretta Antonacci la proposta di superamento del caporalato, della ghettizzazione, dello sfruttamento lavorativo viene dagli stessi lavoratori migranti.</p>
<p>Il 14 luglio l’Associazione Terra e Libertà presenterà a San Severo il progetto di Villaggio multiservizi, condiviso con i residenti di Torretta Antonacci e con un pool di architetti, sociologi, urbanisti, e il progetto di recupero delle terre abbandonate tramite il protagonismo lavorativo dei braccianti migranti.</p>
<p>La risposta all’inerzia e all’indifferenza di governo e regioni, che da decenni consentono l’esistenza di situazioni alloggiative e lavorative inaccettabili, più volte denunciate da istituzioni e personalità internazionali, è la messa in opera di un percorso che punta alla sistemazione dell’insediamento informale e soprattutto al recupero delle terre incolte attraverso la coltivazione e la lavorazione della terra eseguita direttamente da coloro che fino ad oggi sono state vittima di ogni possibile sfruttamento.</p>
<p>Percorso che necessita della regolarizzazione di tutti i lavoratori migranti.</p>
<p>È ora che gli stessi lavoratori migranti sottoposti per decenni a sfruttamento lavorativo e costretti a vivere in condizioni inaccettabili, prendano in mano il proprio destino.</p>
<p><strong>“Casa, Lavoro, Terra e Libertà”</strong></p>
<p><strong>Assemblea </strong><strong>venerdì 14 luglio ore 17</strong></p>
<p>Centro Diurno Minori “Peppino Impastato”</p>
<p>via Ponchielli angolo Via Martiri di Cefalonia</p>
<p>San Severo (FG)</p>
<p>L’Associazione Terra e Libertà presenta le sue proposte.</p>
<p>Introduce <strong>Francesco Caruso</strong> (Unione Sindacale di Base Lavoro Agricolo)</p>
<p>Intervengono:</p>
<p><strong>Soumaila Sambare</strong> (Associazione Terra e Libertà)</p>
<p><strong>Rossella Marchini</strong> (Architetto)</p>
<p><strong>Gianpietro Occhiofino</strong> (Politiche migratorie Regione Puglia)</p>
<p><strong>Simona Venditti</strong> (assessore Politiche Sociali Comune di San Severo)</p>
<p><strong>Stefano De Angelis</strong> (Esecutivo Confederale USB)</p>
<p><strong>Unione Sindacale di Base</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 29 May 2023 10:23:38 +0200</pubDate>
                        <title>L’USB il 2 giugno ricorda Soumaila Sacko a 5 anni dal suo assassinio</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/lusb-il-2-giugno-ricorda-soumaila-sacko-a-5-anni-dal-suo-assassinio-1027-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sono ormai trascorsi 5 anni dall’assassinio di Soumaila Sacko, migrante, bracciante e attivista sindacale dell’Unione Sindacale di Base. E se la vicenda processuale si è conclusa con la sentenza della Cassazione che condanna in maniera definitiva Antonio Pontoriero per omicidio volontario, quella che certamente non ha trovato fine è la lotta per migliorare le condizioni di vita degli stranieri presenti nel nostro territorio. Anzi, queste condizioni sono addirittura peggiorate.</p>
<p>La tragedia di Cutro del&nbsp;febbraio&nbsp;scorso ha rappresentato in maniera netta il fallimento delle politiche migratorie italiane ed europee, mentre il decreto che, crudelmente, nasce sull’onda di questa sciagura, contribuirà a riportare nella irregolarità e nello sfruttamento lavorativo migliaia di lavoratori stranieri.</p>
<p>Eppure, nonostante il clima politico e sociale non certo favorevole, sta crescendo nel nostro Paese il protagonismo delle comunità migranti come quello delle seconde generazioni: la riuscita della manifestazione “Non sulla nostra pelle” del 28&nbsp;aprile&nbsp;a Roma ne è il chiaro esempio.</p>
<p>Per questo riteniamo che onorare la memoria di Soumaila Sacko significa rilanciare queste lotte, che erano quelle nelle quali lui si è speso.</p>
<p>Il 2&nbsp;giugno&nbsp;saremo a San Ferdinando. A mezzogiorno deporremo un mazzo di fiori ai piedi della statua a lui dedicata e installata sul lungomare. Alle 15 ci sposteremo all’ostello sociale Dambe So, alternativa reale al modello disumanizzante dei ghetti, per un momento di confronto insieme a delegati USB dai vari campi come della logistica - altro settore che vede un enorme impiego di manodopera straniera –, del Movimento Migranti e Rifugiati e di associazioni e operatori impegnati nel contrasto a ogni forma di razzismo.</p>
<p>Il miglior modo per ricordare Soumaila è continuare il percorso di organizzazione dei lavoratori migranti.</p><ul> 	<li>Per la regolarizzazione di tutti lavoratori migranti.</li> 	<li>Per migliori condizioni di lavoro.</li> 	<li>Per una migliore condizione abitativa.</li> 	<li>In preparazione della Assemblea Nazionale del 17&nbsp;Giugno&nbsp;a Napoli.</li> </ul><p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Federazione Calabria</strong></p>
<p><strong>USB Migranti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 26 May 2023 14:39:04 +0200</pubDate>
                        <title>Sciopero USB, i braccianti occupano le terre pubbliche abbandonate nel Foggiano: zappe e trattori per il reddito e contro la cementificazione</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/sciopero-usb-i-braccianti-occupano-le-terre-pubbliche-abbandonate-nel-foggiano-zappe-e-trattori-per-il-reddito-e-contro-la-cementificazione-1441.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Un centinaio di braccianti migranti del cosiddetto insediamento informale di Torretta Antonacci, nel Foggiano, hanno partecipato allo <strong><a href="https://www.usb.it/leggi-notizia/uno-sciopero-necessario-e-decisamente-riuscito-un-milione-incrociano-le-braccia-con-usb-1421-1.html" target="_blank" rel="noreferrer">sciopero nazionale indetto dall’Unione Sindacale di Base</a></strong> dando vita a un’occupazione delle terre, nella tradizione delle lotte contadine organizzate nel Novecento da Giuseppe Di Vittorio.</p>
<p>I braccianti con un trattore, zappe e altri attrezzi da lavoro hanno ripulito e arato la particella 134 del foglio 144 nel comune di San Severo, di proprietà dell’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia, di cui i lavoratori rivendicano l'autogestione per valorizzare la terra e garantirsi un lavoro fuori e contro lo sfruttamento e il caporalato: si tratta di alcuni ettari di terreno incolto di proprietà pubblica lasciato per anni all’incuria e all’abbandono, uno schiaffo alla miseria per chi è costretto a poche decine di metri a vivere in condizioni fatiscenti, in baracche senza i servizi minimi fondamentali e sottostare al ricatto continuo della precarietà e del lavoro nero.</p>
<p>Chiediamo alla Regione Puglia l’assegnazione di questi terreni e l’accesso alla rete irrigua per avviare immediatamente la semina e la produzione ortofrutticola.</p>
<p>Nel corso dei lavori di aratura, oggi alle ore 15 sarà simbolicamente piantato il primo seme di pomodoro nel corso di una conferenza stampa in cui i braccianti presenteranno il progetto di autogestione delle terre occupate.</p>
<p>Affidare le terre pubbliche abbandonate ai braccianti è un modo per garantire loro un reddito sicuro a fronte dei bassissimi salari e del “furto” delle giornate lavorative, ed è un fortissimo segnale su un tema salito alla ribalta con la tragica alluvione in Romagna: la cementificazione e il consumo di suolo si contrastano anche recuperando e mettendo a frutto i campi abbandonati.</p>
<p><strong>Unione Sindacale di Base – Braccianti</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 24 Apr 2023 13:23:26 +0200</pubDate>
                        <title>“Non sulla nostra pelle!”, appello di USB a partecipare alla manifestazione nazionale dei migranti il 28 aprile a Roma: le iniziative in avvicinamento</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/non-sulla-nostra-pelle-appello-di-usb-a-partecipare-alla-manifestazione-nazionale-dei-migranti-il-28-aprile-a-roma-le-iniziative-in-avvicinamento-1328.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Migranti fa appello alla partecipazione alla manifestazione di venerdì 28&nbsp;aprile&nbsp;a Roma per la regolarizzazione ed i diritti di tutte e tutti i lavoratori migranti nel nostro paese. A migliaia, infatti, si spaccano la schiena nei campi per produrre le cosiddette eccellenze agricole italiane: un contributo fondamentale alla crescita dell’economia del nostro paese, ma che non viene riconosciuto dalla politica e dalle istituzioni italiane, che ai lavoratori stranieri offrono soltanto discriminazione e razzismo, come dimostrato dalle mosse del governo Meloni con il cosiddetto “decreto Cutro”.</p>
<p>In avvicinamento sono state organizzate più iniziative in varie città, organizzate insieme alle altre realtà aderenti alla manifestazione ed alle comunità migranti, seguono le prossime in programma:</p><ul> 	<li>24 aprile - Torretta Antonacci, ore 18.00</li> 	<li>25 aprile - Acate, (Ragusa), ore 19.00</li> 	<li>27 aprile - Roma, Università La Sapienza, Aula di Fisica, ore 17.00</li> </ul><p>Diamo appuntamento ai lavoratori, alle comunità migranti, alle associazioni e a tutte e tutti i solidali contro il razzismo istituzionale dalle ore 14:00 a Piazza dell’Esquilino venerdì 28: “Non sulla nostra pelle!”</p>
<p><strong>USB Migranti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 22 Feb 2023 12:27:54 +0100</pubDate>
                        <title>Gioia Tauro, bene i controlli alle aziende agricole ma contro il caporalato sono necessari interventi strutturali</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/gioia-tauro-bene-i-controlli-alle-aziende-agricole-ma-contro-il-caporalato-sono-necessari-interventi-strutturali-1230-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<div style="border:none black 1.0pt; padding:0cm 0cm 0cm 0cm"><p>È notizia di qualche ora fa la conclusione delle attività della task force per la lotta al caporalato e allo sfruttamento del lavoro iniziata a gennaio nel territorio della piana di Gioia Tauro. I dati, come ben facilmente prevedibili, sono drammatici: su 59 aziende controllate 32 sono risultate irregolari e 11 attività sono state sospese, mentre su 246 posizioni lavorative verificate 80 sono risultate irregolari, di cui 33 in nero. Sono numeri drammatici che da soli basterebbero a rappresentare quel sistema infernale di sfruttamento che coinvolge soprattutto i tanti lavoratori stranieri che si riversano nelle nostre campagne durante la stagione agrumicola.</p></div><p>Ma mentre plaudiamo ad ogni attività di contrasto allo sfruttamento, allo stesso tempo sappiamo bene che queste operazioni rappresentano una goccia nel mare e che, da sole, poco o nulla riusciranno a scalfire un sistema consolidato. Sono necessari interventi strutturali.</p>
<p>La nostra organizzazione sindacale da tempo ha individuato dei punti chiave, a partire dall’emersione dei tanti stranieri irregolari. L’assenza di documenti, per forza di cose, impedisce di poter sottoscrivere un qualsivoglia contratto, lasciando come unica alternativa alla criminalità il lavoro nero: il solo modo per impedire ciò è proprio la regolarizzazione di queste persone.</p>
<p>Di non secondaria importanza è il riconoscimento del diritto alla residenza e la garanzia del diritto ad un’abitazione, senza i quali sarebbe impossibile dare la giusta dignità ai lavoratori agricoli.</p>
<p>Potenziare quindi sia i centri per l’impiego, al fine di favorire il reclutamento pubblico ed evitare così le figure di intermediazione, che gli ispettorati del lavoro, in modo da intensificare i controlli nei campi e nelle aziende.</p>
<p>La registrazione puntuale e quotidiana delle giornate costituirebbe inoltre un ulteriore strumento di contrasto al lavoro grigio: è paradossale infatti che, nell’epoca della digitalizzazione e della diffusione capillare di smartphone e app, ancora le giornate vengano registrate dopo mesi, impedendo un reale controllo della regolarità del lavoro nei campi e rendendo difficili eventuali denunce e ricorsi da parte dei lavoratori.</p>
<p>Sono considerazioni queste abbastanza semplici, cui si sarebbe potuto investire da tempo. Eppure negli anni abbiamo assistito ad ingenti investimenti pubblici, destinati al miglioramento delle condizioni di vita dei braccianti, che poco o nulla hanno prodotto: milioni e milioni di euro spesi in progetti calati dall'alto e senza il minimo coinvolgimento dei beneficiari e di chi, negli anni, è intervenuto al loro fianco per mitigare le indegne condizioni di vita.</p>
<p>In conclusione ribadiamo che per USB la principale forma di contrasto al caporalato è rappresentata proprio dalla garanzia di diritti, oggi troppo spesso negati, soprattutto per chi è costretto a sottostare ai diktat dei datori di lavoro per non perdere il proprio permesso di soggiorno, così come la stessa legge permette e favorisce. Senza diritti i casi di sfruttamento non potranno diminuire, e il potere di vita e di morte sui migranti sarà sempre nelle mani di organizzazioni criminali pronte a fare affari con pezzi dell’agroindustria.</p>
<p><strong>USB Lavoro Agricolo</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 17 Feb 2023 12:00:52 +0100</pubDate>
                        <title>Palmi, il 24 febbraio nuova udienza del processo per l’omicidio di Sekine Traore</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/palmi-il-34-febbraio-nuova-udienza-del-processo-per-lomicidio-di-sekine-traore-1303-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 24 febbraio, alle 14.30, si terrà al Tribunale di Palmi una nuova udienza del processo per la morte di Sekine Traore, bracciante maliano ucciso l'8 giugno 2016 nella vecchia baraccopoli di San Ferdinando da un colpo di pistola sparato da un carabiniere,&nbsp;oggi&nbsp;accusato di eccesso colposo di legittima difesa.</p>
<p>Quella mattina, a seguito di una chiamata per una presunta lite nella tenda adibita a bar, intervennero in quel ghetto due pattuglie di carabinieri ed una della polizia, per un totale di 6 agenti.</p>
<p>Nonostante l'assenza di qualsiasi situazione di pericolo per altre persone in quanto Sekine, anche se in evidente stato di agitazione e pur con una lama di coltello in mano, era rimasto da solo all'interno della tenda, e nonostante il numero decisamente superiore e l'uso di bastoni, sfollagente e persino un tavolino come scudo, gli agenti non riuscirono a immobilizzarlo, arrivando così all'esplosione di un colpo di pistola, sparato per legittima difesa secondo la versione dei carabinieri.</p>
<p>Dopo aver sentito come testimoni tutti gli agenti operanti, i poliziotti della scientifica e il medico che ha effettuato l'autopsia, il processo è stato rinviato all'udienza del 24 febbraio, nel corso della quale si concluderà la fase istruttoria con i testimoni della difesa dell'imputato e presumibilmente si terranno le discussioni degli avvocati, con possibile sentenza.</p>
<p>Ancora una volta saremo presenti, fuori e dentro il Tribunale, per chiedere verità e giustizia per Sekine Traore.</p>
<p><strong>USB Lavoro Agricolo</strong></p>
<p><strong>Acad - Associazione Contro gli Abusi in Divisa Onlus</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 06 Feb 2023 12:52:48 +0100</pubDate>
                        <title>A Ragusa è l’ora di un vero tavolo contro caporalato e sfruttamento. Nel nome di Daouda Diane   </title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/a-ragusa-e-lora-di-un-vero-tavolo-contro-caporalato-e-sfruttamento-nel-nome-di-daouda-diane-1255-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta sabato 4 febbraio l'assemblea organizzata da USB Federazione del Sociale di Ragusa, a cui hanno aderito il sindacato Cub, Rifondazione Comunista Sicilia, l'associazione AMR ControVento, Unione Popolare e l'Associazione Terre Libere, il gruppo Anarchico di Ragusa e il movimento NoMuos. All'assemblea hanno partecipato il sindaco di Acate e numerosi lavoratori agricoli, molti dei quali iscritti ad USB.</p>
<p>Nell'introduzione abbiamo ricordato il percorso fin qui portato avanti nella lotta per chiedere verità è giustizia per Daouda Diane: su questo non ci fermeremo, continueremo a tenere alta l'attenzione su questa vicenda. Ma, nello stesso tempo, abbiamo chiesto aiuto a tutte le realtà presenti per portare avanti una piattaforma programmatica e rivendicativa che possa contrastare lo sfruttamento lavorativo, il degrado abitativo e i ritardi burocratici che non fanno altro che peggiorare le condizioni di vita di migliaia di lavoratori e lavoratrici presenti nella fascia trasformata.</p>
<p>L'USB ha quindi proposto di dar vita al &quot;vero tavolo contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo&quot;, in antitesi al tavolo che si riunisce in Prefettura che, secondo i presenti, non è riuscito a cambiare di una virgola la realtà. Tra le proposte dell'USB, 4 sono i punti su cui questo tavolo dovrebbe concentrarsi da qui a breve: appoggiare una campagna regionale per fare in modo che vengano aumentati gli ispettori del lavoro (è stato ricordato che a Ragusa ne è rimasto uno solo); l'apertura di uno sportello del Cpia ad Acate per poter permettere ai migranti di frequentare la scuola; iniziare un’interlocuzione con l'Ufficio Immigrazione per potenziare questo ufficio; denunciare le condizioni di sfruttamento lavorativo a cui sono sottoposti i lavoratori, spesso contrattualizzati, ma a cui viene sottratta una parte della paga e non vengono riconosciute le giornate lavorative (e molto altro).</p>
<p>Questi punti non possono che portare ad iniziare un'interlocuzione con la Prefettura. Il sindaco di Acate ha voluto ricordare gli sforzi fatti dalla sua amministrazione in merito alla tematica dei lavoratori migranti, ricordando che &quot;un piccolo comune come il nostro con risorse limitatissime si trova a dover far fronte a problemi e fenomeni molto più grandi&quot;.</p>
<p>Alcune cose sono già state fatte grazie all'interlocuzione con USB, come la residenza fittizia nel comune, altre stanno per partire.</p>
<p>Candido, segretario regionale di Rifondazione Comunista, ha tenuto a ricordare come Rifondazione sia dal primo momento presente in tutte le lotte organizzate da USB ad Acate e a Ragusa. Propone l'istituzione di un gruppo che sia anche un osservatorio sui diritti e contro lo sfruttamento.</p>
<p>Numerosi lavoratori sono intervenuti, parlando la loro lingua e tradotti dal rappresentante sindacale USB, riportando quali sono i problemi che vivono e sottoponendo al sindaco alcune questioni relative alla mancanza di alloggi ad Acate, agli affitti esorbitanti, alle difficoltà nell'interloquire con gli uffici comunali, ma hanno anche denunciato con forza le condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti.</p>
<p>Numerose le proposte uscite dall'assemblea e numerosi gli interventi della Cub, di Rifondazione Comunista, dell'associazione Terre Libere, che ha ricordato il lavoro importante che questa associazione svolge nel denunciare gli scempi ambientali che si perpetuano nella nostra terra, sottolineando il fatto che la questione ambientale e la questione lavorativa possono e devono camminare assieme.</p>
<p>Tutti gli interventi hanno tenuto a precisare che il ricordo e la ricerca di Daouda Diane restano la nostra stella polare e che tutte le azioni che metteremo in campo saranno anche in suo nome.&nbsp;</p>
<p>La lotta continua.</p>
<p><strong>Federazione del Sociale USB Ragusa</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 25 Jan 2023 12:06:14 +0100</pubDate>
                        <title>Braccianti, l’ennesima tragedia nei “ghetti pugliesi” è il frutto delle politiche schiaviste e dello sperpero dei fondi di ministeri e regioni</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/braccianti-lennesima-tragedia-nei-ghetti-pugliesi-e-il-frutto-delle-politiche-schiaviste-e-dello-sperpero-dei-fondi-di-ministeri-e-regioni-1209-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Queen e Ibrahim avevano 32 anni e lavoravano nel “Gran Ghetto”. Sono morti nel sonno per le esalazioni del braciere che avevano acceso.</p>
<p>Tra i braccianti sfruttati e tenuti in condizioni disumane da una politica che da più di 20 anni parla, studia, elabora e destina fondi ai soliti enti, ai soliti sindacati alle solite associazioni, la questione abitativa, la sicurezza sul lavoro e sulle proprie condizioni di vita, la possibilità di avere un permesso di soggiorno e una regolarizzazione della propria condizione, sono ormai un miraggio ritenuto irraggiungibile.</p>
<p>Oggi si riaffacciano personaggi screditati, sindacati incapaci di essere presenti nè risolutivi rispetto a ciò che realmente servirebbe.</p>
<p>Ad ogni riunione istituzionale del Tavolo del Caporalato ai quali abbiamo partecipato, abbiamo denunciato il ritardo dell’intervento e l’inutilità con cui vengono destinati gli ingenti fondi messi a disposizione.</p>
<p>Abbiamo denunciato, leggendo le relazioni portate in Parlamento l’inefficacia dell’intervento governativo e lo spreco dei soldi messi a disposizione.</p>
<p>Oggi siamo solo in grado di piangere l’ennesimo omicidio sul lavoro di due braccianti, perché di questo si tratta, visto che l’alloggio e &nbsp;il trasporto sono parte integrante dei contratti agricoli degli stagionali e dei lavoratori migranti. Condizioni neanche prese in considerazione da aziende e sindacati firmatari quando questi lavoratori vengono utilizzati per spremere profitto dalle loro braccia, condizioni che vengono ipocritamente denunciate quando avvengono queste tragedie, ma che sono le condizioni necessarie per destinare centinaia di milioni di euro per progetti che raggiungono la metà dei lavoratori che l’Unione Sindacale di</p>
<p>Base in questi anni ha raggiunto e organizzato tra le mille difficoltà e gli ostacoli posti dalle istituzioni.</p>
<p>Il selfista seriale e il mondo finto dell’intervento sociale, sono ormai smascherati, solo un intervento condiviso con le comunità dei migranti residenti&nbsp; e soprattutto un intervento rapido ed efficace potrà superare la condizione di schiavismo esistente nelle campagne italiane.</p>
<p>Pubblichiamo per far chiarezza su come vengono spesi i fondi PER i progetti finanziati dai vari ministeri e regioni. Invitiamo tutti quanti a fare caso all’importo delle risorse per ogni progetto, e i destinatari intercettati.</p>
<p>La media per ogni destinatario contattato &nbsp;è più di mille euro ricevuti. Chi oggi strilla allo sciopero e alle condizioni abitative non rispettate ha ricevuto per un progetto 7,3 milioni di euro per le regioni del sud.</p>
<p>RISULTATO: ALTRI 2 MORTI IN UN INCENDIO.</p>
<p><strong>Unione Sindacale di Base – Coordinamento Lavoro Agricolo</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 17 Jan 2023 19:08:47 +0100</pubDate>
                        <title>Soumaila Sacko, giustizia è fatta: la Cassazione conferma la condanna di Pontoriero a 22 anni per omicidio volontario</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/soumaila-sacko-giustizia-e-fatta-la-cassazione-conferma-la-condanna-di-pontoriero-a-22-anni-per-omicidio-volontario-1912.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di Antonio Pontoriero a 22 anni per l’omicidio volontario di Soumaila Sacko, il bracciante maliano e sindacalista USB ucciso con 4 colpi di fucile il 2 giugno 2018 nella fornace Tranquilla a San Calogero (RC). Pontoriero era stato riconosciuto colpevole e condannato a 22 anni di carcere sia in primo grado che in appello.</p>
<p>L’Unione Sindacale di Base, che da cinque anni lotta perché giustizia sia fatta e che si è costituita parte civile nel processo, esprime soddisfazione per la sentenza e ringrazia gli avvocati Arturo Salerni e Mario Angelelli per il lavoro fatto in questi anni.</p>
<p>USB continuerà a battersi per il riconoscimento dei diritti dei braccianti migranti, ancora oggi in tutta Italia vittime di condizioni di lavoro indegne e dello sfruttamento dei caporali, nella pressoché totale assenza delle istituzioni.</p>
<p><strong>Unione Sindacale di Base </strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 17 Jan 2023 12:05:53 +0100</pubDate>
                        <title>Soumaila Sacko, il processo arriva in Cassazione</title>
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		                        		https://agricoltura.usb.it/leggi-notizia/soumaila-sacko-il-processo-arriva-in-cassazione-1208-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si svolgerà questa mattina, 17 gennaio, in Corte di Cassazione a Roma, l’udienza perché sia fatta definitivamente giustizia per il criminale gesto compiuto da Antonio Pontoriero, l’assassino di Soumaila Sacko, <a href="https://www.usb.it/leggi-notizia/omicidio-soumaila-sacko-confermata-la-condanna-dellassassino-a-22-anni-di-carcere-1404-1.html" target="_blank" rel="noreferrer nofollow noopener">condannato in appello a 22 anni di carcere</a> per l’omicidio del giovane maliano.</p>
<p>Delegato e attivista del nostro sindacato, Soumaila è stato ucciso perché si era prodigato per aiutare alcuni suoi amici nel recupero di materiali vari utili alla sistemazione delle baracche in cui sono costretti a vivere i migranti braccianti di San Ferdinando (Reggio Calabria), che arrivati in Italia trovano sfruttamento lavorativo e condizioni disumane.</p>
<p>Dal giorno dell’assassinio, il 2 giugno del 2018, dopo le forti manifestazioni della comunità migrante, iniziò la protesta dei lavoratori agricoli per una migliore condizione lavorativa ed abitativa.</p>
<p>A oggi, nel 2023, continuiamo a vedere sfruttamento, degrado e condizioni di vita inaccettabili per i lavoratori migranti.</p>
<p>Il processo per la morte di Soumaila Sacko potrà anche concludersi in Cassazione, ma la lotta per migliori condizioni di vita e migliori condizioni lavorative non potrà che concludersi che con il riconoscimento dei pieni diritti lavorativi e civili di tutti i lavoratori migranti presenti in Italia.</p>
<p>L’Unione Sindacale di Base sarà sempre in prima linea per il raggiungimento di questi obiettivi.</p>
<p><strong>Unione Sindacale di Base – Lavoro Agricolo</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 05 Jan 2023 12:08:51 +0100</pubDate>
                        <title>San Severo, il Consiglio comunale litiga sui 28 milioni del PNRR per il superamento degli insediamenti informali ma non ascolta né i braccianti migranti né USB</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>È di questi giorni la polemica nel Consiglio comunale di San Severo per l’inserimento in bilancio dei 28 milioni di euro stanziati dal PNRR e dal Tavolo sul Caporalato per il superamento degli insediamenti abitativi informali, dove da oltre 20 anni più di 2000 lavoratori si ritrovano confinati da una politica nazionale, regionale e comunale incapace di affrontare i problemi reali dei braccianti legati alla produzione di quella ricchezza locale, i raccolti agricoli, fiore all’occhiello del Made in Italy.</p>
<p>Venti anni di sfruttamento e di massimi profitti sulle spalle dei braccianti, che non hanno visto il riconoscimento dei propri diritti: nessun alloggio, nessun trasporto, contratti di lavoro falsi, baracche fatiscenti. Solamente l’intervento risoluto ed incisivo di USB, insieme ai residenti di Torretta Antonacci, ha permesso l’ottenimento di paghe migliori, l’arrivo dell’acqua potabile e dell’energia elettrica, l’assegnazione di containers, l’asfaltatura della strada.</p>
<p>Negli ultimi anni, anche durante la pandemia, grazie al nostro sportello settimanale centinaiai di lavoratori hanno ottenuto reddito di emergenza, disoccupazione agricola, certificati di residenza, permessi di soggiorno.</p>
<p>Oggi con la prospettiva di gestire 28 milioni di euro, oltre ai 4 milioni e mezzo per la ristrutturazione dell’ex macello - progetto che ancora non prende corpo ma che sicuramente non interesserà i lavoratori di Torretta Antonacci - si risvegliano gli appetiti della politica locale e regionale.</p>
<p>Da mesi abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo per il miglioramento dell’insediamento e per il confronto con la comunità residente, per una gestione condivisa del cosiddetto “ghetto” di Torretta Antonacci.</p>
<p>Nel frattempo abbiamo denunciato l’inutilità dell’affidamento della gestione ad associazioni invise ai residenti, abbiamo denunciato l’accaparramento da parte di funzionari disonesti dei contributi dei redditi di emergenza e di cittadinanza destinati ai migranti ed incassati fraudolentemente.</p>
<p>Abbiamo chiesto più volte al Tavolo nazionale e alle autorità locali un intervento importante e facilmente ottenibile per la regolarizzazione dei molti lavoratori presenti, che favorirebbe lo svuotamento del campo e l’emersione da uno sfruttamento lavorativo che come tutti sappiamo la sanatoria Bellanova non ha saputo minimamente risolvere.</p>
<p>Richiediamo ancora una volta, con forza, a prescindere dall’arrivo degli oltre 30 milioni di euro previsti, il coinvolgimento della comunità residente di Torretta Antonacci nelle decisioni da prendere sul futuro.</p>
<p>Siamo pronti a presentare proposte per l’insediamento abitativo, per la regolarizzazione dei residenti che lavorano sotto sfruttamento, per una prospettiva lavorativa che veda i migranti braccianti protagonisti del loro processo di emancipazione.</p>
<p>A Torretta Antonacci servono il rispetto, il confronto con la comunità residente, la condivisione delle iniziative future e non progetti e finanziamenti imposti dall’alto e utilizzati spesso malamente!</p>
<p><strong>USB Lavoro Agricolo</strong></p>]]></content:encoded>
			
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