Torretta Antonacci. Signori della Cgil, non vi chiediamo di schierarvi al fianco dei lavoratori, ma almeno lasciate stare i braccianti che si organizzano

Foggia -

Da molto tempo ormai subiamo, in imbarazzato silenzio, una campagna denigratoria nei nostri confronti da parte dei funzionari della CGIL di Foggia, tesa a criminalizzare e liquidare i percorsi di autodeterminazione dei lavoratori agricoli residenti nell'insediamento di Torretta Antonacci come problema delinquenziale o di ordine pubblico da delegare a polizia e magistratura per soffocarne l'esistenza.

Quanta dose di ipocrisia, malafede o ignoranza ci sia in questo atteggiamento non lo sappiamo: quello che sappiamo è che un sindacato che si autoproclama difensore dei diritti dei lavoratori dovrebbe con maggior cura relazionarsi in contesti complicati e difficili come quello di Torretta Antonacci, piuttosto che fare propri i dispositivi narrativi della peggiore estrema destra.

La scelta della CGIL di sostenere nel 2017 lo sgombero dell'allora ghetto di Rignano, che costò la vita a due braccianti maliani, ha fatto inevitabilmente crescere la sfiducia nei loro confronti da parte della popolazione locale. 

Tuttavia questo non si è mai tradotto in alcuna forma di prevaricazione e violenza, ma piuttosto in un accentuato e inevitabile senso di isolamento e di diffidenza che circonda le loro sporadiche apparizioni nell'insediamento, non ultimo il ciclo di incontri organizzati settimanalmente nel marzo del 2023 nel tentativo del tutto infruttuoso di coinvolgere la popolazione di Torretta in una specifica campagna di mobilitazione della loro organizzazione sindacale.

L'indifferenza è la migliore arma per mettere a tacere una presenza esterna ed estranea che pretende di spiegare cosa fare e come organizzarsi a chi già da anni ha intrapreso il percorso di autorganizzazione e di lotta: diventa tuttavia patetico il tentativo a distanza di anni di rispolverare le denunce fatte a suo tempo contro i referenti dell'USB, colpevoli di aver invitato alcuni funzionari della CGIL ad allontanarsi dall’allora sportello usb per i diritti sociali.

Da parte nostra non intendiamo certo replicare, presentandoci presso la sede CGIL sulla pista di Borgo e pretendendo di svolgere al suo interno l'attività sindacale. Tuttavia risollevare in sede di tavolo istituzionale, come avvenuto in data 8 febbraio 2024 presso la Prefettura di Foggia, la questione di una presunta impraticabilità sindacale nell'insediamento di Torretta Antonacci, altro non è che l'ennesimo disperato tentativo di infangare l'autorganizzazione sindacale dei lavoratori. 

Siamo certi che la magistratura saprà trattare con l'attenzione che si merita la querela dei funzionari CGIL:  quello che però colpisce è l'ostinazione nel perseguire una campagna di delegittimazione dei delegati USB, dipinti all’occorrenza come mostri, violenti, caporali, criminali o delinquenti, pur di non ammettere la loro deficienza nello svolgere una attività, quella sindacale, per la quale sono profumatamente stipendiati, a differenza dei nostri delegati che si spezzano la schiena nelle campagne e vivono nelle baracche.

I braccianti non hanno bisogno dell'assistenzialismo dei sindacati confederali, non hanno bisogno della loro attitudine all'accudimento assimilazionistico-disciplinare, ma con la forza dell'internità sociale intendono invece valorizzare i legami comunitari come strumento per l'affermazione e la rivendicazione dei diritti quotidianamente violati e negati: la scelta degli abitanti di Torretta di costituirsi in associazione è un passo verso la difesa di questo principio di autodeterminazione, contro gli avvoltoi e gli speculatori che pretendono di usurpare oltre alle braccia e al sudore, anche il diritto di parola.

 

Unione Sindacale di Base - Lavoro Agricolo